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Il pensiero

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Questa pagina raccoglie il pensiero di uomini e donne di cultura sui temi: libri, lettura e letteratura.
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Personaggi:
R.V. Merletti -
G. Culicchia - S. De Beauvoir - M.V. Losa (1) - P.I Taibo - A. Petrosino - D. Maraini - H. Bloom - H. Hesse - G. Amodio - M. Buenzod - R. Valentino Merletti - A. Castoldi - P. G. Wodehouse - J. Zoderer - A. Tabucchi - K. Matsuura - M. Rigoni Stern - C. Baresani - T. Terzani - A. Paasilinna - A. Elkann - A. Pinketts - A. Manguel - F. Mauriac - F. Nietzsche - F. Bacon - F. Kafka - E. Dickinson - A. Gavalda - Pérez-Reverte - N. Mailer - Feuerbach - Ian McEwan  (1) - M. Vàsquez Montalban - A. Nessi - M. Mazzantini - S. Mallarmé - J. Burckhardt - J. Franzen - M. Yourcenar - G. Bufalino - Ian McEwan (2) - M. Corti - O. Fallaci - R. Lo Russo - H.G. Gadamer - P.V. Mengaldo - G. Manganelli - I. Calvino - C. Nooteboom - W. Pedullà - P. Bichsel - T. Buongiorno - Epicuro - R. Chartier - S. Parazzoli -J. Amado - H. Miller - G. Einaudi - M. Reggio - www.gohip.com - E. Montale (1)- G. De Rienzo - A. Chambers -M. Cardinal - P. Boero - C. Linati - M. V. Losa (2)- F. Fellini - M. Melloni - S. Tamaro - C. Origoni - C. M. Simonetti - A. France - H.M. Enzensberger - T. Carlyle - J.L. Borges - P. Mantegazza - G. Steiner - H. Miller - J.D. Salinger - G. Calcagno - C. Bo - C. Magris - G. Rodari - G. Mignani - O. Wilde - C. Segre - U. Eco - E. Montale (2)  - O. Lagercrantz  - I. Calvino

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Pensiero di Rita Valentino Merletti:
Per il loro essere anche oggetti, i libri, con la loro sola presenza, risvegliano tutti i nostri sensi, Li risvegliano, ad esempio, con il loro odore, al punto che alcuni lettori giurano di saper riconoscere i propri libri per il diverso odore emanato da ciascuno di essi. Non sono sicura che saprei fare altrettanto, ma so di certo che l'odore di carta, di colla e di polvere tipico di alcune biblioteche che ho frequentato con particolare assiduità ha su di me l'effetto della madeleine proustiana. La duplice seduzione che i libri sono capaci di attuare non risparmia neppure i bambini che, infatti, all'oggetto-libro spesso si affezionano in modo così intenso da non volersene separare neppure al momento del sonno (...)
(da: Leggimi forte, di Rita Valentino Merletti e Bruno Tognolini, Salani Editore, 2006)
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Pensiero di Giuseppe Culicchia:

I libri non finiscono anche quando finiscono. Continuano ad abitare la nostra testa. Chiudi il volume che hai tra le mani, alzi gli occhi e tutto ti sembra un po' diverso da com'era prima. Ma stavolta non sono le cose a essere cambiate. E' cambiato il tuo modo di vederle.
(da: Ogni viaggio è un romanzo: libri, partenze, arrivi, di Paolo Di Paolo, Editori Laterza, 2007)

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Pensiero di: S. de Beauvoir
Comunicare la propria esperienza vissuta non consiste nel trascrivere sulla carta un linguaggio preesistente: il vissuto non è formulato; per lo scrittore si tratta di strappare degli enunciati definiti e intelligibili alla confusa opacità del non detto.
(tratto da: La terza età, Einaudi, 2002)
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Pensiero di: M.V. Llosa (1)
"Prima di essere scrittori, si è lettori. Questo è ovvio. E' altrettanto ovvio che la vocazione letteraria nasce fondamentalmente a partire dalle letture, ovvero dal piacere che la lettura procura. Per quanto mi riguarda, almeno, è così: penso che una delle cose migliori che mi siano accadute nella vita sia proprio l'aver imparato a leggere".
(tratto da: "Seminario sul narrare",  di Mario Vargas llosa, da: Scuola Holden)
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Pensiero di: Paco Ignacio Taibo

"
La letteratura non ha regole, le etichette sono state inventate dalle università, dalle strutture accademiche. L'unica convenzione che serve è quella che si stabilisce tra il lettore e lo scrittore."(tratto da: "Animo meticcio e spirito di contraddizione"stradanove.net)
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Pensiero di: Angelo Petrosino
"Tutti possono diventare scrittori se salvano due cose. Prima di tutto una grande curiosità. Penso che lo scrittore dovrebbe avere l’atteggiamento che è tipico dei bambini: guardarsi intorno, avere degli occhi attenti. I bambini fanno tante domande. Bisogna avere molta curiosità, perché anche gli episodi apparentemente banali possono essere poi trasformati nella scrittura. Nulla va perduto. Dunque la curiosità. E poi non bisogna avere paura della carta bianca. Io ho imparato piano piano a non avere paura della carta bianca. Avevo dei quaderni, nei quali sapevo che nessuno avrebbe mai messo naso, dove scrivevo tutto quello che mi passava per la testa. Inventavo romanzi, storie paurose, storie allegre. Di tutto. E così ho imparato a far scorrere la penna. Poi uno scrive perché prova un bisogno particolare di scrivere. Non so se è capitato anche a voi. In genere quando hai dentro delle cose che ti fanno star male, se provi a scriverle, poi ti senti meglio. Allora si può anche scrivere per star bene dentro." (tratto da: "Intervista a Angelo Petrosino")
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Pensiero di: Dacia Maraini

"Credo che Internet possa fare molto per avvicinare i libri ai troppo distratti lettori italiani. Si viaggia con le parole. Forse lo stile della scrittura cambierà, avrà un piglio più veloce e conciso, ma il pensiero e l’immaginazione passano soprattutto attraverso le parole e quindi non credo proprio a chi dice che la letteratura morirà. Sempre che si intenda la letteratura come il piacere di raccontare storie e di ascoltarle. Raccontarle bene, tanto da incantare il lettore, naturalmente è difficile, ma il gioco è sublime e vale la pena di provarlo." (tratto da: "Scrivere: una questione di ottimismo", Intervista a Dacia Maraini del 28.6.2004 apparsa sul sito: Italialibri)
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Pensiero di: Harold Bloom

(Professore di Lingua e letteratura inglese alla New York University)
"Sono del parere che leggiamo per porre rimedio alla nostra solitudine, anche se poi, di fatto, la nostra solitudine cresce in parallelo all'aumentare e all'approfondirsi delle nostre letture. Non riuscirei proprio a considerare il leggere come un vizio, ma va concesso che non si tratta neppure di una virtù... Il motivo più profondo per darsi alla lettura dovrebbe essere quello di ricercare la saggezza".
(tratto da: "La saggezza dei libri" , Rizzoli, 2005)
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Pensiero di: Hermann Hesse
"Chi legge i libri come si stanno ad ascoltare gli amici, vedrà come essi gli sveleranno i loro tesori e diventeranno per lui un intimo possesso. Quello che egli legge non scivolerà via né andrà perduto, ma al contrario gli rimarrà e gli apparterrà, lo allieterà e lo consolerà come soltanto gli amici sanno fare"
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Pensiero di: Giovanni Amodio
(Scrittore e critico d'arte)
"Contrariamente a quanto prospettato dal famoso film di F. Tronttan “Farenait 451”, dove per la coercizzante distruzione completa del libro, gli uomini imparavano ciascuno a memoria un capolavoro, al fine di diffonderlo e documentarlo ai posteri, oggi un intera enciclopedia può condensarsi nello spazio minimo di un dischetto e la tecnologia tende a miniaturizzarne lo spessore e forse anche l’utilizzo. La tecnica che in siffatta scelta priva il libro del suo fascino arcano, del suo profumo cartaceo, del suo rilievo estetico, della fatica stessa del leggere, rivoluziona la destinazione, la fruizione ed il destino del libro. L’editoria cavalca la tigre e si adatta ai cd e altri modi di promozione, compie persino il “delitto” dell’opera unica, come solo esemplare stampato per amici e parenti e progetta metodi di scrittura, sperimentati dallo stesso Umberto Eco, con risvolti nuovi e imprevedibili. Lo scrittore da computer ha la possibilità di accedere anche alla correzione automatica che l’apparecchio stesso suggerisce, senza accorgersi che i modi corretti del dire, alla fine risultano omologati come un compitino scolastico. Mancherà lo scatto in più dell’invenzione letteraria che conia situazioni personali e diverse, uniche, perché frutto dell’arte inventiva del singolo scrittore". (tratto da: "La poesia Epifania dell'anima", articolo di Lello Spinelli apparso su "Lecce sera" del 21 ottobre 2003)
www.barisera.it
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Pensiero di: Michel Buenzod
"L'une des grandes vertus de nos démocraties occidentales, chantée par tous le thurifèraires de l'économie de marché, c'est la liberté de penser et d'écrire.
A moins d'appeler au meurtre ou à l'orgie publique, aucun romancier, aucun essayste ne saurait craindre la censure.
Cettè vue idyllique du climat dans lequel travaille l'écrivain ne correspond pas è la réalité.
La fabrication d'un livre est soumise à une règle d'airain, celle qui domine aujourd'hui dans notre société toutes les activités humaines: la règle du profit maximum immédiat (...) (tratto da: "Les lauriers fleurissent", Bibliomedia, 2004 - pubblicazione che raccoglie testi indetiti sul tema della lettura, scritti dai vincitori del premio letterario BPT (Bibliomedia) fra il 1980 e il 2004)
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Pensiero di: Rita Valentino Merletti
"Il piacere della lettura si può conquistare molto presto nella vita, come quello della musica. Lettura e ascolto nella prima infanzia possono essere considerati sinonimi: sta all’adulto, però, coltivare e affinare la naturale predisposizione del bambino al piacere del suono e della parola in funzione della lettura individuale che verrà poi. E a questo scopo, forse, è necessario che adulti e bambini sottoscrivano un patto di amicizia, di complicità, di fiducia reciproca per navigare insieme nel gran mare delle storie, tanto simile a quello della vita." (tratto da: "Libri e lettura da 0 a 6 anni", di Rita Valentino Merletti, Mondadori, 2001)
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Pensiero di: Alberto Castoldi

(Rettore UNI Bergamo)
"La risonanza avuta dalla distruzione della Biblioteca di Alessandria - un evento che forse non si è mai realmente verificato, ma che costituisce un lutto non sanabile del nostro immaginario - sta a segnalare il ruolo centrale svolto dal libro nella definizione di un'identità culturale, e non solo per la somma di saperi che racchiude, ma per la molteplicità delle valenze che catalizza, in particolare quando confluisce in una biblioteca: superiorità, come idea magnificata di sé per il possessore, potere (la Chiesa gestisce gli scriptoria, la monarchia conferisce i privilegi, l'università concede l'imprimatur alle tesi), ricchezza, piacere (ci si può isolare, si può assecondare la propria curiosità, ci si può confrontare con l'universo delle trasgressioni), seduzione (si possono fare incontri sorprendenti: Julien Sorel vi incontra Mathilde che vuole prendere un libro) ecc. "
(tratto da: "Bibliofollia", di Alberto Castoldi, Edizioni Bruno Mondadori, 2004)
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Pensiero di: P.G. Wodehouse

“Dato che lo scenario in cui si svolge questo racconto è quello dell’edificio storico noto come castello di Belpher, nella contea dello Hampshire, sarebbe simpatico iniziare con una esauriente descrizione del posto, seguita da qualche annotazione sulla storia dei conti di Marshmoreton, che lo hanno posseduto dal XV secolo. Disgraziatamente, in questi giorni frenetici, un romanziere lavora in condizioni sfavorevoli. Deve piombare nel bel mezzo del suo racconto, senza indugiare troppo, come se salisse su un tram in corsa. Deve partire con la tranquilla velocità di un coniglio sorpreso durante il pasto. Altrimenti la gente lo mette da parte e va al cinema." (tratto da: "Una damigella in pericolo", Edizioni Guanda, 2004 - Incipit)
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Pensiero di: Joseph Zoderer

"Se sono diventato quel che sono, lo devo ai libri che ho letto, (...). So bene allora che un mio libro non cambierà il mondo, ma posso andarmene tranquillo da questa terra se mi accorgo di aver contribuito a incidere come essere creativo almeno su una milionesima parte dei lettori. E ogni volta che mi metto a scrivere non penso di dover dire una verità assoluta, ma di aiutare gli altri a prendere coscienza dell'esistenza, del nostro partecipare alla sofferenza e al miglioramento del mondo».
(tratto da: "Le lingue di Zoderer", articolo apparso sul quotidiano "Avvenire", del 5 luglio 2004)
www.avvenire.it
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Pensiero di: Antonio Tabucchi
"Per me scrivere è quel senso di enorme felicità che si prova anche quando si scrive di eventi e di sentimenti che non hanno nulla a che fare con la felicità; è l’appagamento di un bisogno. Il non scrivere, al contrario, è una sorta di intossicazione, è l’incapacità di reagire alle sensazioni e alle emozioni che la realtà esteriore inevitabilmente provoca dentro di noi: quando non riusciamo a liberare quelle emozioni tramite la scrittura, esse si stratificano dentro di noi, provocando disagio e sofferenza. Scrivere, però, non è solo questo, ma tante cose insieme. E’ paura di morire e voglia di vivere, desiderio di ritornare al grembo materno e al calore dell’infanzia, ma anche voglia di diventare vecchi, perché quando si è vecchi si capisce meglio. Infine è desiderio allo stato puro, è paura ed è felicità..."
(tratto da: "La letteratura, realtà e immaginazione", articolo di Chiara Fabbrizi apparso sul "Corriere del Ticino" del 26 maggio 2004")
www.cdt.ch
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Pensiero di: Koïchiro Matsuura

(Direttore Generale dell’UNESCO)
"(...) Nell’odierno mercato della cultura, i libri sono anche strumenti per l’apprendimento, la condivisione e l’aggiornamento delle conoscenze necessarie per l’esercizio di tutte le professioni, siano esse intellettuali che tecniche. In questo senso essi giocano un ruolo centrale nella costruzione delle società del sapere, spesso riferito alle nuove tecnologie di informazione e comunicazione. Se quest’ultime però, soprattutto nel sud del mondo, sono accessibili ad una ristretta minoranza di persone, i libri sono riusciti a permeare tutto il tessuto sociale e rimanere il più diffuso mezzo di trasmissione della conoscenza tra la gente. Per questo motivo i libri sono al centro delle economie di ogni paese e comunità.
Inoltre i libri, nella loro duplice veste di prodotti culturali e commerciali, sono la “raison d’être” di un intero settore economico: quello dell’editoria. Sono al centro di una fitta rete di attività e professioni che direttamente o indirettamente creano reddito, rappresentando una grande industria che dovrebbe contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico di ogni paese e della sua popolazione (...).
(tratto da: "Messaggio del Direttore Generale dell’UNESCO in occasione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, 23 aprile 2004" UNESCO)
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Pensiero di: Mario Rigoni Stern
"Un consiglio ai giovani? Non lancio messaggi, non è il mio ruolo. Ma ai giovani dico: leggete e spegnete la tivù, quello che posso dare loro è quello che scrivo"
(tratto da: "Spegnete la tv, e leggete", articolo apparso sul quotidiano "La Regione", il 1°marzo 2004 in relazione al "Premio Chiara alla carriera" attribuito allo scrittore - www.laregione.it )
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Pensiero di: Camilla Baresani
 
"Con un libro in mano, che posso sfogliare per pochi minuti o affrontare avendo di fronte a me un pomeriggio libero, o ancora sbocconcellare nelle pause del lavoro, ho una libertà di consumo che altri svaghi non consentono (....) La lettura di un libro  è un'attività accessibile, pratica, flessibile, è un'estensione della memoria e dell'immaginazione, che può procurare soddisfazioni intense e durature."
(tratto da: "Il piacere tra le righe", Milano : Bompiani, 2003)
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Pensiero di: Tiziano Terzani
"... Se lei viene a casa mia, in tutta la mia biblioteca ci sono scrittori di viaggio, perché io sono sempre vissuto in posti dove non c’erano biblioteche, per cui ho dovuto farmi una mia biblioteca, ho dovuto comprar libri ovunque. (...) Avere un libro che ti accompagna è meraviglioso, è il miglior compagno di viaggio: sta zitto quando non vuoi che parli, parla quando vuoi sentir dire qualcosa, ti dà senza chiedere. Ê stupendo. Io trovo che i libri siano una grande e stupenda compagnia, ma questa selezione non la so fare. Se lei viene nella mia biblioteca li vede, i miei veri grandi amici sono lì."

(tratto da:: "Intervista a Tiziano Terzani pubblicata su: http://www.italialibri.net/arretratis/novita0502.html#Top_of_Page )
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Pensiero di: Arto Paasilinna
"... Ho letto tanto e penso sia un’ esperienza importantissima: è grazie alla lettura che possiamo vivere più vite, oltre alla nostra.
   Leggere, per me, è anche un lavoro, oltre che un hobby: è uno degli hobby più interessanti. Mi metto sul divano a leggere e dico a mia moglie: Ma non vedi che sto lavorando?"
(tratto da:: "Intervista ad Arto Paasilinna pubblicata su: http://www.stradanove.net/news/testi/libri-01b/lapic2609012.html )
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Pensiero di: Alain Elkann

"...Chi ha letto dei libri e ha il gusto della lettura certamente si trova meglio di chi non li ha letti, perché leggere libri è come laurearsi continuamente, come continuare ad andare avanti, a studiare, a conoscere, nulla ti insegna più dei libri. Poi però c'è gente che non vuole sapere, che resta ignorante. Io sono per la libertà di scelta. E non credo sia interessante tanto un libro, qualche libro. Penso che nella vita... io per esempio sono un lettore, ho letto tanti libri, qualcosa resta, qualcosa ritorna, qualcosa si ha voglia di rileggere, comunque il libro che mi interessa quasi sempre di più è il libro che sto per leggere..."
(tratto da:: "Intervista ad Alain Elkann pubblicata su: http://www.cafeletterario.it/interviste/elkann.html)
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Pensiero di: Andrea Pinketts
«Mi capita a volte di vedere gente sul metrò che legge, anche con una certa avidità. Insomma ci sono dei segnali positivi, che non vengono però seguiti dalle istituzioni scolastiche. Il vero disamore verso la lettura nasce dalla scuola, che impone delle letture che, inserite oggi nel contesto in cui un giovane vive, risultano inadatte e quindi poco attraenti e forse lo sarebbero anche per un editore di oggi. Pensiamo a quale effetto possono sortire I Malavoglia di Giovanni Verga proposti ad un ragazzo di oggi»
(tratto da:: "Intervista ad Andrea G. Pinketts pubblicata su: http://www2.varesenews.it/articoli/2001/settembre/tempo_libero/26-9pinketts.htm )
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Pensiero di: Alberto Manguel

"... è il lettore che garantisce o riconosce in un oggetto, luogo o evento una certa possibile leggibilità; è il lettore che deve attribuire significato a un sistema di segni, e poi decifrarlo. Noi tutti leggiamo noi stessi e il mondo intorno a noi per intravedere cosa e dove siamo. Leggiamo per capire, o per iniziare a capire. Non possiamo fare a meno di leggere. Leggere, quasi come respirare, è la nostra funzione essenziale"
(tratto da:: "Una storia della lettura", Edizioni Mondadori - Oscar Saggi, 1999)
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Pensiero di: François Mauriac

"Lo scrittore è essenziamente un uomo che non si rassegna alla solitudine."
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Pensiero di Friederich Nietzsche
"Chi scrive vuol essere compreso, ma altrettanto sicuramente vuole NON essere compreso. Non è affatto un argomento contro un libro, se uno non lo capisce: forse era proprio questa l'intenzione del suo autore: non voleva essere capito da 'uno qualsiasi'. Ogni spirito nobile si sceglie gli ascoltatori, quando vuole essere capito: e scegliendo traccia contemporaneamente i confini nei confronti degli 'altri'. Le sottili leggi di uno stile hanno tutte origine da qui: esse tengono a distanza, vietano l'accesso, la comprensione, mentre aprono le orecchie di coloro con cui abbiano affinità."
(tratto da:  La gaia scienza)
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Pensiero di: Francis Bacon

"La lettura rende un uomo completo, la conversazione lo rende agile di spirito e la scrittura lo rende esatto. "
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Pensiero di: Franz Kafka

"Non riesco mai a capire come a quasi tutti coloro che sanno scrivere sia possibile, nel loro dolore, oggettivare il dolore, di modo che io, per esempio, nella sventura e forse anche con la testa che mi brucia, posso sedermi e per iscritto comunicare ad altri che sono infelice. Anzi posso andare oltre e con diversi svolazzi, secondo il talento che pare non abbia niente a che vedere con l'infelicità, fantasticarne semplicemente o per antitesi o con diverse orchestre di associazioni di pensiero. E non è affatto menzogna né assopisce il dolore, ma è semplicemente la grazia di energie esuberanti nel momento in cui il dolore ha palesemente consumato tutte le mie forze fino al fondo del mio essere che esso sconvolge. Che specie di esuberanza sarebbe dunque?".
(tratto da: Franz Kafka, Diari, in: Confessioni e diari, Milano, Mondadori, trad. di Ervino Pocar, p. 585: segnalato da: www.scritturaimmanente.it/mal_lett/malattia_letteratura.htm
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Pensiero di: E. Dickinson

"Non esiste un vascello veloce come un libro per portarci in terre lontane
(Emily Dickinson)
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Pensiero di: Anna Gavalda
Parlando dei suoi lettori: "Per me sarebbe il massimo sapere che per leggere il mio libro si sono dimenticati di scendere alla fermata giusta. Che se lo portano dietro mentre vanno al lavoro, che sulla metro, invece che sfogliare una rivista, si immergono nelle mie pagine. Ecco questo sarebbe davvero il mio sogno. Quello che desidero è intrattenerli, far loro piacere".
(tratto da: "Lasciare o essere lasciati.... questo è il problema", articolo apparso su "Il Nuovo.it", il 2 aprile 2003)
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Pensiero di: Arturo Pérez-Reverte

«Si possono pubblicare best-seller puramente tecnici e best-seller basati sulla memoria culturale con trattamento tecnico. Io rispetto tutti, sia chiaro. Però mi sembra che Grisham, per fare un nome, o altri nordamericani siano autori orfani. A differenza di noi europei, mancano loro tantissimi secoli, appunto, di memoria culturale da utilizzare. E la differenza pesa».
(tratto da: "Un boss chiamato Teresa, la via europea ai bestsellers", articolo appasrso sul "Corriere della sera", del 25 febbraio 2003)
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Pensiero di: Norman Mailer

(...)"Scrivere bestseller con l'intenzione di farlo è, in fin dei conti, non molto diverso dallo sposarsi per denaro per poi scoprire che l'assenza d'amore costa più di quel che si pensava. Quando un ipotetico e modesto scrittore di bestseller diventerà finalmente un professionista e scriverà un bestseller, penserà di aver compiuto una grande impresa, proprio come un uomo senza amore (né soldi) vedrà un matrimonio con una donna ricca come una splendida unione (..)".
(tratto da: "Scrivere è un atto d'amore: parola di Norman Mailer", articolo apparso sul "Corriere della sera" del 31 gennaio 2003)
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Pensiero di: Feuerbach

"Quanto più s'allarga la nostra conoscenza dei buoni libri, tanto più si restringe la cerchia degli uomini la cui compagnia ci è gradita"
(tratto da: "Abelardo e Eloisa")
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Pensiero di: Flauber
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"Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come fanno gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.
(tratto da: Lettera a M.lle de Chantepie, giugno 1857)
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Pensiero di: Ian McEwan (1)

"Più di ogni altra forma d’arte, il romanzo insegna a capire cosa significa essere un altro, qualcuno di diverso da se stesso. Provoca un senso di empatia che ci porta alle radici dell’essere. Una sensazione che potrà verificarsi anche nel futuro, nonostante tutte le rivoluzioni tecnologiche. Noi vogliamo ancora le nostre storie, i nostri miti che devono essere scritti al meglio da chi ha il dono della scrittura, confrontandosi con la morale".
(tratto da: "Guai, se un romanzo non dà i brividi", articolo di Renato Minore apparso sul quotidiano "Il Messaggero" del 7 febbraio 2002
www.ilmessaggero.it
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Pensiero di: Manuel Vàsquez Montalban

«Forse, il genere letterario che prediligo è la satira. Quando si osservano con rabbia le ingiustizie del mondo, quando si scorge l'aspetto ridicolo e insieme sinistro del potere, allora si ha voglia di ridere e di indignarsi. E questo è la satira».
(tratto da: "Io, contro tutti...", articolo di Tommaso Debenedetti apparso sul quotidiano "Il Mattino" del 18 luglio 2002
www.ilmattino.it )
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Pensiero di: Alberto Nessi

"(...) Mentre l’homo  videns  è un consumatore asservito ai miti televisivi, e al massimo potrà identificarsi con Schumi che scuote la bottiglia di champagne con il suo sorriso da bambino, l’homo  legens  si crea mondi personali. È, di volta in volta, il cacciatore di Hemingway e la moglie adultera di Charles Bovary, l’artista da giovane di James Joyce e il ragazzo di Salinger che scappa dal collegio, lo studente assassino di  Delitto e castigo  e gli abitanti di Spoon River che dormono sulla collina.
Mentre l’uomo televisivo è ciò che vogliono i magnati dello schermo, l’homo    legens  è un uomo ricco spiritualmente.
Non è solo se stesso, è tanti uomini e tante donne. Identificandosi con più personaggi liberamente scelti potrà vivere più di una vita. E identificarsi non è un gioco ozioso ma fa sorgere legami affettivi fra gli uomini."
(tratto da: "Il viaggio della lettura", articolo di Alberto Nessi apparso sul quotidiano "La Regione" il 10 luglio 2002 - www.laregione.ch )
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Pensiero di: Margaret Mazzantini

“Viviamo un tempo divorato dagli impegni. Il mondo è ipnotico: ci riempie di tutto e ci svuota di tutto. La lettura è viaggiare e aiuta a vivere più serenamente l’esistenza: migliora la vita”.
(tratto da: "Leggere, voglia di castelli di carta", articolo di Filippo Poletti da "Il Nuovo", 25 giugno 2002 - www.ilnuovo.it )
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Pensiero di: Stephan Mallarmé

"Nei libri cerco solo di procurarmi un po' di piacere con un onesto passatempo; o, se studio, vi cerco solo la scienza che tratti della conoscenza di me stesso, e che mi insegni a morir bene e a viver bene... Quanto alle difficoltà, se ne incontro leggendo, non sto lì a logorarmici; le lascio andare, dopo aver fatto contro di loro uno o due assalti.
Se questo libro mi annoia, ne prendo un altro; e mi ci applico solo in quei momenti in cui la noia del non far niente comincia a prendermi. Non mi occupo dei nuovi, poiché gli antichi mi sembrano più succosi e vigorosi.
(tratto da: "Leggendogodendo : il gusto di leggere gli aforismi e le testimonianze dei libridinosi"  a cura di Felice Scipioni - Ed. Scipioni 2001, Loc.Valle dell'Aia, 01018Valentano(VT) - www.leggendogodendo.com )
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Pensiero di Jacob Burckhardt
:

"Una sola riga di un autore, che forse non vale per tutto il resto, può essere destinata a illuminarci in modo determinante per tutto il nostro sviluppo."
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Pensiero di: Jonathan Franzen

«Un romanzo può essere qualsiasi cosa lo scrittore vuole che sia. Personalmente preferisco la letteratura che dà piacere ed è molto ben scritta. Oggi la vita è affannosa e la maggior parte delle persone hanno poco tempo e poche energie da dedicare alla lettura, io stesso mi stanco subito quando un romanzo è noioso, difficile o didattico, o se il suo autore sembra credere che il lettore gli debba qualcosa. Secondo me, è lo scrittore che deve sentirsi al servizio del lettore, e non viceversa».
(tratto da: "Quelle indispensabili correzzioni", articolo apparso sul "Corriere del Ticino" del 27 aprile 2002) www.cdt.ch
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Pensiero di M. Yourcenar
"La parola scritta m'ha insegnato ad ascoltare la voce umana, pess'a poco come gli atteggiamenti maestosi e immoti delle statue m'hanno insegnato ad apprezzare i gesti degli uomini, viceversa, con l'andar del tempo, la vita m'ha chiarito i libri."
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Pensiero di: Rosaria Lo Russo

«La poesia nasce come un corpo di voce dotato di un'anima: la parola scritta, ovvero pensata. La voce non pensa, la parola si. Da questo connubio nasce quella particolare intelligenza del testo poetico che ha più a che fare con la conoscenza mistica che con le cosiddette materie umanistiche, tranne, forse, l'antropologia».
(tratto da: "Rosaria Lo russo: il verso è carne", articolo apparso sul quotidiano "Il Piccolo di Trieste", il 4 aprile 2002) www.ilpiccolo.quotidianiespresso.it
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Pensiero di: H. G. Gadamer
"Leggere non è il semplice mettere in fila una parola dopo l'altra; questo è il sillabare, o il ripetere meccanico. Leggere è al contrario il modo silenzioso in cui si fa parlare di nuovo qualcosa, e ciò presuppone delle anticipazioni dell'intendere. Noi tutti sappiamo che cosa intendiamo per una buona lettura. Essa deve essere tale che la si possa ben capire, e questo può avvenire solo nel caso che colui stesso che legge l'abbia ben capita. Io credo, in fondo, che non sia possibile leggere qualcosa in modo tale che un altro l'intenda, se non la si è ben capita per parte propria."
(tratto da: "Persuasività della lettura", Ed. Transeuropa, Ascona, 1988)
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Pensiero di: G. Bufalino

"Si scrive per guarire se stessi, per sfogarsi, per lavarsi il cuore. Si scrive per dialogare anche con un lettore sconosciuto. Ritengo che nessuno senza memoria possa scrivere un libro, che l’uomo sia nessuno senza memoria. Io credo di essere un collezionista di ricordi, un seduttore di spettri. La realtà e la finzione sono due facce intercambiabili della vita e della letteratura. Ogni sguardo dello scrittore diventa visione, e viceversa: ogni visione diventa uno sguardo. In sostanza è la vita che si trasforma in sogno e il sogno che si trasforma in vita, così come avviene per la memoria. La realtà è così sfuggente ed effimera... Non esiste l’attimo in sé, ma esiste l’attimo nel momento in cui è già passato. Piuttosto che vagheggiare un futuro vaporoso ed elusivo, preferisco curvarmi sui fantasmi di ieri senza che però mi impediscano di vivere l’oggi nella sua pienezza."
(tratto da: "Bufalino: io, collezionista di ricordi, seduttore di spettri", articolo di G. Bufalino, apparso sul quotidiano "Il Messaggero", del 21 febbraio 2002) www.ilmessaggero.it/indexmsgr.htm
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Pensiero di: Ian McEwan (2)
"Negli ultimi dieci anni in Gran Bretagna sono usciti moltissimi romanzi che sono in realtà divertissement sessuali e picareschi, alla Bridget Jones, romanzi leggeri su personaggi inoffensivi. Beh, è interessante che siano stati scritti tutti da giornalisti. Spesso mi fanno domande, in giro per il mondo, sulla mia generazione: mi chiedono perché io, Amis, Rushdie continuiamo a mantenere il predominio, anche se cominciamo a perdere i capelli. È perché noi continuiamo ad avere un forte senso canonico del romanzo. Continuiamo a pensare a Jane Austen e a Dickens e a leggere Shakespeare. E ci sentiamo legati a un ordine della letteratura che è, anche, morale. Invece gli autori di questi romanzi non sembrano avere questo senso. Né hanno un senso della forma, né della Storia. Forse dietro c’è l’idea che si possa guadagnare bene, se si diventa il «romanzo del mese»."
(tratto da: "McEwan, romanzi nel tempo", intervista apparsa sul quotidiano "L'Unità", del 07 febbraio 2002)
www.unita.it
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Pensiero di: Maria Corti
«Il romanzo continuerà, ma deve cambiare. Lo scrittore deve cercare strutture nuove. Quando scrivevo Le pietre verbali (Einaudi), mi sono interrogata sulla struttura da dargli. Non volevo fare una cosa storica o un saggio e allora mi sono ispirata ad una serie televisiva, ”E.R. Medici in prima linea,” una serie ideata da Michael Crichton. Mi sono chiesta: come mai finita una puntata ho subito voglia di vedere la successiva? Ho capito che era la tecnica del flash a conquistarmi, perché lascia sempre in sospeso. Così ho usato per il mio libro il flash cinematografico e questo significa che più che interrogarsi se il romanzo continuerà oppure no, bisogna far sì che il romanzo si trasformi, adeguandosi a cultura e problemi della gente».
(tratto da: "I medici di "E.R." possono rinnovare il nostro romanzo?", intervista di Emanuele Rebuffini a Maria Corti, apparsa sul quotidiano "Il Mattino", del 21 gennaio 2002)
http://ilmattino.caltanet.it/
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Pensiero di: O. Fallaci
"Devo dire che scrivere è una cosa molto seria per me. Non è un divertimento o uno svago o uno sfogo. Non lo è perché non dimentico mai che le cose scritte possono fare un gran bene ma anche un gran male, guarire oppure uccidere. Studia la Storia e vedrai che dietro ogni evento di Bene o di Male c'è uno scritto. Un libro, un articolo, un manifesto, una poesia, una preghiera, una canzone (...) Così non scrivo mai alla svelta, cioè di getto. Sono uno scrittore lento, uno scrittore cauto. Sono anche uno scrittore incontentabile."
(tratto da: "La rabbia e l'orgoglio", Milano : Rizzoli, 2001)
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Pensiero di: Pier Vincenzo Mengaldo
(filologo)

«E’ un bisogno fondamentale dell’uomo: quello di affabulare e di leggere l’affabulazione, secondo i vari livelli di interesse e di cultura. Poi si leggono anche i romanzi gialli, perché piace semplicemente la storia, così come si vedono i film polizieschi perché sono prodotti confezionati in modo da tener molto desta l’attenzione per catturarla. In ogni tipo di narrazione questo è essenziale. Un grande romanzo che non abbia questa capacità ben probabilmente fallisce il suo compito.»
(tratto da: "Datemi un romanzo, solleverò il mondo", articolo di Renato Minore apparso sul quotidiano "Il Messaggero", del 10 gennaio 2002 - www.ilmessaggero.it )
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Pensiero di: G. Manganelli

Se io offro un libro ad un giovane non mi interessa offrirgli un libro di insuperabile bellezza, quanto un libro che lo innamori.
(tratto da: "Leggendogodendo : il gusto di leggere gli aforismi e le testimonianze dei libridinosi"  a cura di Felice Scipioni - Ed. Scipioni 2001, Loc.Valle dell'Aia, 01018Valentano(VT) - www.leggendogodendo.com
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Pensiero di: Italo Calvino

Il libro strenna è il superfluo rilegato.
I libri che puoi fare a meno di leggere, i libri fatti per altri usi che la letteratura, i libri già letti senza nemmeno bisogno di aprirli in quanto appartenenti alla categoria del già letti prima ancora di essere stati scritti.
(tratto da: "Se una notte d'inverno un viaggiatore", Torino : Einaudi)
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Pansiero di: Cees Nooteboom
(...) Se prescindiamo dalla spaventosa maggioranza di non-lettori, esistono a questo mondo due generi di lettori: i lettori di molti libri e i lettori di un libro solo. Il giudaismo, il cristianesimo e l'islam si basano tutti e tre su un solo libro. Una civiltà che si basa su un libro: è splendido, naturalmente. Ma se questo libro ne esclude degli altri, se a causa di questo libro viene messa al rogo gente che ne legge o ne scrive di altri, come accadeva un tempo da noi, o comunque c'è gente che viene uccisa o minacciata di morte, come accade oggi, allora la situazione della libertà è triste. E non dovrebbe essere così.
(tratto da: "Le voci della libertà", articolo di Cees Nooteboom apparso sul quotidiano "Il Messaggero", del 30 novembre 2001- www.ilmessaggero.it )
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Pensiero di: W. Pedullà

«Credo che si sia parlato troppo facilmente di morte del romanzo o del racconto. La letteratura segue percorsi imprevedibili, e proprio mentre sembra che un genere di scrittura sia esaurito, ecco che improvvisamente torna alla luce in maniera ancor più vigorosa. Mi ricordo, ad esempio, del periodo in cui Moravia scriveva racconti affermando che avrebbe abbandonato definitivamente il romanzo. Una minaccia che smentí qualche stagione più tardi. La verità è che ci sono periodi in cui un autore non riesce a produrre un particolare genere, ma questo dipende solo da eventi contingenti».
(tratto da: "Il ritorno della bella storia", intervista a Walter Pedullà, raccolta da Luigi La Rosa e pubblicata sul quotidiano: "Corriere del Ticino", del 27 novembre 2001 - www.cdt.ch )
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Pensiero di: P. Bichsel

I lettori sono quelli che non riescono ad assolvere certe funzioni corporali - penso al WC - se non hanno niente da leggere; che se non hanno niente da leggere non riescono neppure a dormire né a digerire, o che altro ne so. Leggere, presumo, è qualcosa di corporale.
Quando leggo intensamente sento dei cambiamenti nel corpo che, almeno mi sembra, non sno provocati dal contenuto, ma dallo stesso processo di lettura. Presumo - ma senza essere un esperto in materia - che nel corpo si mettano in moto certi processi ormonali o di qualche altro tipo. In un elenco di testi di letteratura medica, specializzata sull'argomento e messomi a disposizione dalla biblioteca dell'università, ho perlomeno potuto constatare che, soprattutto nella scienza medica americana, si fanno spesso questo tipo di congetture. Ma, a dire il vero, mi è mancata la voglia di leggere questa letteratura specialistica. Personalmente mi accontento di aver osservato che leggo con il corpo; che certe posizioni, certe sedie, certe poltrone favoriscono la lettura. (tratto da: "Il lettore, il narrare" edito da Marcos y Marcos, Milano 1989)
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Pensiero di: T. Buongiorno

Quando eravamo ragazzi, e la televisione non c'era ancora, i genitori si preoccupavano per la nostra fame di leggere: un vizio che rovinava gli occhi e riempiva la testa di fanfaluche. Per noi era invece l'occasione di sbirciare il mondo fuori dai recinti familiari, confrontare le regole di vita che ci venivano imposte con altri mondi, altre esistenze, altri orizzonti. Dovevamo diventare grandi per vedere riconosciuta la legittimità del nostro capriccio, scoprire con Jerome Bruner che è attraverso la narrativa che si costruisce l'identità personale, e con Bettelheim che non avevamo sbagliato quando smaniavamo di lasciare la famiglia per trovare noi stessi (...).
(tratto da: Introduzione a "Dizionario della letteratura per ragazzi", di Teresa Buongiorno, Milano, Fabbri Editori, 2001)
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Pensiero di : Epicuro

In ogni impresa si raggiunge un po' di soddisfazione soltanto dopo averla portata a termine, nella lettura, invece, la gioia procede di pari passo con il conoscere; il godimento, infatti, non viene dopo l'apprendere, ma l'apprendere e il piacere sono concomitanti. Epicuro, Sentenze vaticane
(tratto da: "Leggendogodendo : il gusto di leggere gli aforismi e le testimonianze dei libridinosi"  a cura di Felice Scipioni - Ed. Scipioni 2001, Loc.Valle dell'Aia, 01018Valentano(VT) - www.leggendogodendo.com )
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Pensiero di: Roger Chartier

(prof. alla "Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales (EHESS)" di Parigi)
"Le nuove possibilità e pratiche di lettura offerta dai testi elettronici hanno provocato una vera e propria rivoluzione tecnica e culturale. Mai prima nella storia si sono verificati contemporaneamente mutamenti tanto profondi e tanto diversi. Il processo di affermazione del libro moderno, nelle forme in cui lo conosciamo oggi, è stato un processo di lunga durata improntato ad una grande stabilità. Dal codice antico, al manoscritto medievale, al libro a stampa vi è stata una lunghissima stabilità strutturale. Le rivoluzioni del passato sono avvenute all'interno di un quadro strutturale di lunga durata. Il mondo del testo elettronico che riassume le tre grandi rivoluzioni, tecnica, formale e culturale, costituisce oggi una vera e propria sfida per il nostro modo di pensare, per le nostre categorie intellettuali e per la nostra relazione con il testo scritto."
(tratto da: "Il testo elettronico come fonte storica", articolo apparso sul quotidiano: "Corriere del Ticino", del 27 agosto 2001 - www.cdt.ch )
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Pensiero di: Serenella Parazzoli

La lettura fatta a voce alta é un momento importante sia per chi ascolta sia per chi legge ed é spesso un'esperienza entusiasmante per entrambi, destinata a promuovere non solo l'amore per la lettura, ma anche la capacità di comunicare esperienze attraverso il libro. La lettura infatti non é un'azione spontanea, ma un'attività culturale che, fino all'ipertesto, é passata attraverso l'oggetto libro: un medium un po' misterioso e affascinante per il bambino che deve imparare a maneggiarlo e a farlo parlare.
(tratto da: "Gli effetti della lettura", articolo di Serenella Parazzoli, apparso sul mensile "Andersen", numero 173 - settembre 2001 www.andersen.it )
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Pensiero di: Jorge Amado

Io non ho mai letto i miei libri perché ognuno di essi reca l'impronta del momento in cui ha visto la luce. Sottoporli a una revisione significa privarli del loro carattere distintivo. Può darsi che in alcuni miei libri ci siano personaggi che cambiano di nome o perfino scompaiono, ma non me ne preoccupo. Il fatto è che che nei miei romanzi i personaggi acquistano una vita propria, al punto che non mi obbediscono, seguono la propria strada. Sono esseri vivi, pieni di sangue e di azione, non semplici marionette che l'autore muove a suo piacimento. Un libro non è solo i suoi successi, ma anche le sue imperfezioni. (tratto da: "Jorge Amado, quel ragazzo di Bahia", articolo di Daniele Cappella, apparso sul quotidiano "Corriere del Ticino" dell'8 agosto 2001 - www.cdt.ch )
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Pensiero di: H. Miller

I libri sono una delle poche cose cui gli uomini si affezionano profondamente. E quanto migliore è l'uomo, tanto più facilmente condividerà con gli altri le sue cose più amate. un libro che giaccia ozioso in uno scaffale è un bene sprecato.
Come il denaro, i libri devono essere tenuti in continua circolazione. Vanno imprestati e presi in prestito quanto più possibile, tanto i libri che il denaro! Ma specialmente i libri, poiché rappresentano un bene infinitamente più prezioso del denaro. Un libro non è soltanto un amico, ma vi fa degli amici. Quando vi siete impadroniti di un libro con la mente e con lo spirito vi siete arricchiti. Ma quando lo date a un altro vi siete arricchiti tre volte di più.
Henri Miller, I libri della mia vita
(tratto da: "Leggendogodendo : il gusto di leggere gli aforismi e le testimonianze dei libridinosi"  a cura di Felice Scipioni - Ed. Scipioni 2001, Loc.Valle dell'Aia, 01018Valentano(VT) - www.leggendogodendo.com
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Pensiero di: Giulio Einaudi

Il libro deve coinvolgere al massimo l'intelligenza e la sensibilità del lettore. Quando in un libro, di poesia o di prosa, una frase, una parola, ti porta ad altre immagini, ad altri ricordi, provocando circuiti fantastici, allora, solo allora, risplende il valore di un testo. Al pari di un quadro, scultura o monumento quel testo ti arricchisce non solo nell'immediato, ma ti muta nell'esenza.
(tratto da: "Leggendogodendo : il gusto di leggere gli aforismi e le testimonianze dei libridinosi"  a cura di Felice Scipioni - Ed. Scipioni 2001, Loc.Valle dell'Aia, 01018Valentano(VT) - www.leggendogodendo.com )
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Pensiero di: Mario Reggio

Due terzi della popolazione o non legge, oppure fa una fatica sovrumana per arrivare alla decima riga di un articolo o a passare alla seconda pagina di un romanzo. Molto più facile fare zapping tra i programmi popolari in onda ogni sera sui canali televisivi. Lì si usano linguaggi semplici, frasi fatte e ripetitive, e l'immagine conta molto più di quello che si dice. E se in milioni di case, accanto alla tv sempre accesa, la libreria è desolatamente vuota, se non si vede traccia di giornali, allora si comprende perché una moltitudine di giovani, figli di genitori che non hanno mai avuto per le mani un libro, non sono abituati al piacere della lettura e a scuola ottengono pessimi risultati.  (tratto da: "De Mauro: italiani analfabeti dovrebbero tornare a scuola" articolo di Mario Reggio apparso sul quotidiano "La Repubblica" del  28 novembre 2000 - www.repubblica.it )
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Pensiero di: www.gohip.com

Perchè si scrive? per esprimere l'attimo che fugge, immortalarlo. Non è sufficiente pensare come voleva Cartesio, perchè il pensiero non ha testimoni. E' nella natura dello scrittore il delirio di rendersi immortali. Nella parola scritta egli intravede la soluzione medicamentosa, il balzamo che pacifica la sua anima inquieta. (da: www.gohip.com )
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Pensiero di: E Montale (1)

Il libro che il vento della moda porta in cresta all'onda può o non può avere un valore letterario, ma è quasi certo che chi si lascia sedurre da quel vento e acquista il libro "di cui si parla" non è mosso dall'impellente bisogno di conoscere un'opera d'arte, bensì dall'urgenza di confermarsi a un supposto obbligo sociale, di aggiornarsi...
(tratto da: "Leggendogodendo : il gusto di leggere gli aforismi e le testimonianze dei libridinosi"  a cura di Felice Scipioni - Ed. Scipioni 2001, Loc.Valle dell'Aia, 01018Valentano(VT) - www.leggendogodendo.com )
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Pensiero di: Giorgio De Rienzo

Nel corso della lettura potrà accaderci di riconoscere coincidenze tra i nostri sentimenti e quelli che il libro espone, tra i nostri pensieri e i pensieri altrui. Sarà di certo una grande gioia. Ne verrà un impagabile senso di compagnia. Ma sarà altrettanto esaltante scoprire sentimenti di cui noi non siamo stati finora capaci, incontrare pensieri che non ci sono mai appartenuti. E' questo il senso di qualsiasi avventura della conoscenza.
(tratto da: "Imparare a leggere è una storia d'amore", di Giorgio De Rienzo, articolo apparso sul quotidiano "Corriere della sera" del 29 maggio 2001 - www.corriere.it )
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Pensiero di: A. Chambers

Solo a dodici anni scoprii le biblioteche e le migliaia di libri tra i quali potevo scegliere e solo perché due insegnanti di scuola superiore parlavano dei libri come di una cosa importante, imparai che la letteratura è qualcosa di più di un passatempo. In particolare, un libro che lessi quando avevo quindici anni, Sons and Lovers di D. H. Lawrence, mi fece capire che la letteratura includeva anche me, perché vi trovai la vita che conoscevo e quella che avrei voluto vivere.
(tratto da: "Come imparare a leggere i libri con i ragazzi", di Aidan Chambers, Torino: Edizioni Sonda, 2000 )
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Pensiero di: Marie Cardinal

Io scavo dentro di me fino a essere crudele. Cerco di tirare fuori anche le cose più sgradevoli. Naturalmente non sempre ci riesco, e allora m'interrompo, non scrivo, perché non voglio essere carina a tutti i costi.
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Pensiero di: Pino Boero

Ciò che dovrebbe preoccupare gli adulti educatori non sono i segni dell'orrore tracciati da scrittori in collane per bambini e ragazzi, quanto i silenzi colpevoli di chi tace sui veri orrori quotidiani, quelli che non celano nessuna finzione letteraria, nessun gioco dell'avventura, nessun piacere della lettura, perché ha ragione Antonio Faeti quando sostiene che "il silenzio fa più paura dei possibili mostri oltre la porta"; i mostri della letteratura, insomma, si possono smontare e rimontare come costruzioni Lego, ma il silenzio no....
(tratto da: "Alla frontiera : Momenti, generi e temi della letteratura per l'infanzia", Einaudi ragazzi, 1997)
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Pensiero di: Carlo Linati

Una delle gioie più pure, più colme di divino appagamento è pur quella dell'amatore di libri che scovato dopo lunghe ricerche un vecchio in-quarto se lo va sfogliando beatamente seduto in una poltrona di casa sua, accanto al fuoco, sotto la lampada, fumando la sua pipa. Credo che nessun contatto umano, anche il più erotico, varrebbe a supplire in lui la deliziosa vibrazione ch'egli prova... Lo contempla, se lo rigira voluttuosamente fra le mani, osserva con la lente i caratteri, la carta, le vecchie postille di qualche ignoto pedante, guarda l'anno, la tipografia, le piccole incisioni: poi legge, e a poco a poco s'immerge e sprofonda nella fidata, immota esistenza dei secoli...
Abolito il tempo l'uomo è felice.
Carlo Linati, Decadenza del vizio e altri pretesti, 1941
(tratto da: "Libridine" di Felice Scipioni - Ed. Scipioni, LoeValle dell'Aia, 01018Valentano(VT) - www.leggendogodendo.com
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Pensiero di V. Losa (2)

«Una società senza letteratura o dove la
letteratura è stata relegata, come certi vizi inconfessabili, ai margini della vita sociale e
convertita in poco meno di un culto settario, questa società è condannata a barbarizzarsi
spiritualmente e a compromettere la propria libertà».
(tratto da: "Vargas llosa: la letteratura salvata dalle donne", articolo di Maurizio Chierici, apparso sul "Corriere della sera" del 18 aprile 2001 - www.corriere.it )
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Pensiero di: Federico Fellini

Mi sveglio di buon'ora e passo un po' di tempo tra i miei libri; ne prendo uno caso, poi un altro, senza un bisogno preciso che non sia la curiosità di leggere o di rileggere. Apro dove capita e quasi sempre l'occhio mi cade su un passo, una frase che inconsciamente cercavo e che dà un senso alla giornata che comincia. Non è fortuna questa? (tratto da: "Libridine" di Felice Scipioni - Ed. Scipioni, LoeValle dell'Aia, 01018Valentano(VT) - www.leggendogodendo.com )
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Pensiero di: Mario Melloni (Fortebraccio)
Se vuoi capire un uomo non domandargli come era sua madre, ma quale libro ha finito di leggere. (tratto da: "Libridine" di Felice Scipioni - Ed. Scipioni, LoeValle dell'Aia, 01018Valentano(VT) - www.leggendogodendo.com )
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Pensiero di: Susanna Tamaro
Quando scrivo, io non cesso mai di stupirmi, perché un volto o un odore percepito all’età di 6 anni può irrompere imprevisto nella narrazione. Così come può ritornare improvvisa l’immagine di una corriera che ho preso una mattina, il volto di una signora che mi stava accanto.
Tutto viene registrato, immagazzinato e diviene memoria. Ma non è la memoria del computer per cui, premendo un comando, viene fuori un intero file: «Gita in corriera» che può essere utilizzato integralmente per riempire un vuoto narrativo, ma è una memoria che ricompone i tasselli secondo un imperscrutabile disegno di cui non siamo consapevoli e che non possiamo in alcun modo pilotare.
La scrittura non è un’attività ragionieristica, non è lo svolgimento scolastico di un tema. È, come ogni altra vera forma d’arte, un viaggio nell’ignoto. Un viaggio forte, doloroso, sfibrante. Un viaggio di cui non si conosce la meta. Un viaggio legato profondamente alle dinamiche dell’inconscio.
(tratto da: "Se questo è plagio, allora ho sempre copiato", articolo di Susanna Tamaro apparso sul "Corriere della sera" del 30 marzo 2001 - www.corriere.it )
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Pensiero di: C. Origoni

Chiedete a un bambino della scuola elementare che genere di libri vorrebbe
leggere e vi risponderà, sulla base di inconsapevoli e improbabili categorie, libri
divertenti, buffi e magari un po' paurosi.
Il bambino legge per divertirsi o, in termini generali, per provare emozioni.
Che cosa può spingere il lettore giovane ad affrontare la pagina scritta se non la
risata o - all'opposto - l'emozione sottile della paura? Naturalmente il libro potrà
essere comico o ironico; i contenuti parodistici o sarcastici; potrà spingere al
riso o magari soltanto al sorriso: l'essenziale è che sia catartico. Perché la fame
di humour è bisogno basilare di tutti gli uomini.
(tratto da: "I piccoli lettori vogliono divertirsi", articolo di Claudio Origoni apparso sul "Corriere del Ticino" il 26 marzo 2001 - www.cdt.ch )
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Pensiero di: Carlo Maria Simonetti

(...) Il libro in quanto oggetto di incerta definizione, in una società che promette tutto a tutti assicurando il benessere economico ma non liberando l'uomo dai suoi dubbi e dai suoi dolori, avrà sempre un ruolo privilegiato come antidoto all'aggresione tecnologica. L'impossibilità esterna a definire il libro se non attraverso l'esercizio della lettura e del possesso, sono state le ragioni che ne hanno determinato la sopravvivenza attraverso i tempi della storia e ne hanno garantito l'immunità di fronte alle rivoluzioni.
(tratto da: "Libri, librai, lettori" di Giancarlo Zanoli, edizioni Ponte alle grazie, Firenze, 1989)
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Pensiero di: A. France

La passione per i libri è davvero una passione lodevole. I bibliofili sono stati presi un po' in giro e forse, dopo tutto, essi si prestano alla beffa; è il caso di tutti gli innamorati. Invece bisognerebbe invidiarli, perché hanno abbellito la loro vita d'una lunga e tranquilla voluttà. Si crede di confonderli dicendo che non leggono i libri che possiedono. Ma uno di loro ha replicato seccamente: "e tu mangi forse nei tuoi vecchi piatti di ceramica?"
Che cosa c'è di più onesto del disporre libri in uno scaffale? Ciò ricorda molto, in verità, il lavoro che intraprendono i bambini quando fanno dei mucchietti di sabbia sulla riva del mare. Lavorano invano e tutto ciò che innalzano ben presto crollerà. Così accade, senza dubbio, delle collezioni di libri e quadri. Ma non bisogna accusarne che le vicissitudini dell'esistenza e la brevità della vita. Il mare trascina con sé i monticelli di sabbia e il banditore d'asta disperde le collezioni. Eppure non c'è nulla di meglio da fare che monticelli di sabbia a dieci anni e collezioni a sessanta. Nulla resterà di quanto innalziamo, e l'amore per i libri non è più vano di tutti gli altri amori.
(tratto da: "Libridine" di Felice Scipioni - Ed. Scipioni, LoeValle dell'Aia, 01018Valentano(VT) - www.leggendogodendo.com
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Pensiero di H. M. Enzensberger:

Se dieci persone leggono un testo letterario, si hanno dieci letture diverse. Lo sanno tutti. Nell'atto della lettura agiscono innumerevoli fattori del tutto incontrollabili: la storia sociale e psichica di chi legge, le sue attese e i suoi interessi, la disposizione del momento, la situazione in cui legge: fattori non soltanto perfettamente legittimi e quindi da prendere sul serio, ma comunque pregiudiziali del fatto che possa realizzarsi una lettura come tale. Il risultato non è perciò determinato né determinabile dal testo. In questo senso, il lettore ha sempre ragione, e nessuno può togliergli la libertà di fare di un testo l'uso che crede (...).
(tratto da: "Mediocrità e follia: considerazioni sparse" di Hans Magnus Enzensberger, Milano : Garzanti, 1991)
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Pensiero di T. Carlyle
Ciò che l'umanità ha pensato, concretizzato, sentito ed intuito, sta nei libri.
(tratto da: "Libridine" di Felice Scipioni - Ed. Scipioni, LoeValle dell'Aia, 01018Valentano(VT) - www.leggendogodendo.com )
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Pensiero di J. L. Borges:
Ho dedicato parte della mia vita alle lettere, e credo che una forma di felicità sia le lettura; un'altra forma di felicità minore è la creazione poetica, o ciò che chiamiamo creazione, che è una mescolanza di oblio e ricordo di quanto abbiamo letto.
(tratto da: "Oral", 1981)
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Pensiero di P. Mantegazza:

Gli autori si distinguono in tre categorie secondo il destino che aspetta i loro lavori.
I primi scrivono libri che nessuno legge, ma che vengono deposti religiosamente nelle biblioteche dove son serbati alle dotte ricerche degli eruditi dell'avvenire.
I secondi scrivono libri letti solo dall'autore e da una mezza dozzina di amici e che muoiono poi di una morte modesta ma utile, involgendo salsicce, peperoni e cacio.
Gli ultimi scrivono libri che si versano nel  sangue di tutti, riscaldando, ravvivando, trasformando. Può darsi che questi libri non entrino né in biblioteca né nella bottega del pizzicagnolo, ma dopo molti anni ne trovi i frammenti in ogni goccia del sangue di un popolo.
(tratto da: "Libridine" di Felice Scipioni - Ed. Scipioni, LoeValle dell'Aia, 01018Valentano(VT) - www.leggendogodendo.com )
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Pensiero di George Steiner:

Abbiamo più che mai bisogno di libri, ma anche loro hanno bisogno di noi. Qual più bel privilegio di porci al loro servizio?
(tratto da: "Un libro cambia la vita", articolo di George Steiner apparso su "La Stampa", 10 maggio 2000 - www.lastampa.it )
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Pensiero di Herry Miller:

Che leggere sia un'avventura! Un avvenimento! Finiamola di spingere ogni giorno tanti bottoni da rendere questo mondo sempre più invivibile! La speranza di tutti noi, quando prendiamo un libro, è quella di incontrare un uomo che ci vada a genio, di vivere tragedie e gioie che non abbiamo il coraggio di provocare personalmente, di sognare sogni che rendano la vita più appassionante, fors'anche di scoprire una filosofia dell'esistenza che ci renda più capaci di affrontare i problemi e le prove che ci attendono. Accontentarsi di accrescere le proprie conoscenze o di perfezionare la propria cultura, qualunque cosa ciò possa significare, non mi sembra gran cosa.
(tratto da: "Leggere o non leggere", Lettura/2, Studi di estetica, n.5, 1992)
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Pensiero di J. D. Salinger:
Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. Non succede spesso, però.
(tratto da: "Il giovane Holden", di J. D. Salinger, Torino: Einaudi, 1992)
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Pensiero di Giorgio Calcagno:
Per l'editore il libro è un prodotto, per il libraio una merce, per lo studioso uno strumento, per il lettore un bene.
(tratto da: "Il destino del libro", di Giorgio Calcagno, Roma: Editori Riuniti, 1984)
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Pensiero di C. Bo:
L'uomo che legge, l'uomo che non vive senza libri è certo di poter opporre alla realtà che lo circonda una seconda e più vera realtà: alle cose contrappone le idee, agli oggetti i pensieri. Che cos'è in fondo un libro se non un frammento della seconda realtà sognata, ipotizzata, meditata? Il bisogno di leggere è prima di tutto il bisogno di restare con se stessi ... (tratto da: "Libridine" di Felice Scipioni - Ed. Scipioni, LoeValle dell'Aia, 01018Valentano(VT) - www.leggendogodendo.com )
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Pensiero di Claudio Magris:

(...) se Cristo non ha scritto, i suoi discepoli per fortuna l'hanno fatto e il Natale esiste grazie alle loro pagine, agli emanuensi che le hanno copiate, ai torchi e ai dischetti che le hanno riprodotte, agli editori e librai che le vendono e ai lettori che le comprano, così come la vita umana esiste soprattutto grazie alle parole che la raccontano.
Non è certo male che a Natale si vedano tanti libri in giro. Non basta tener un libro in mano per essere liberi e per capire il mondo, ma la lettura rimane una via regia alla libertà e all'intelligenza. Non è necessario dedicarsi a sommi capolavori; anche un bel giallo di Scerbanenco è un buon vaccino contro tante corbellerie. (tratto da: "Leggere non basta (ma è la via maestra per essere liberi)", apparso su "Corriere libri", allegato al "Corriere della sera" del 17 dicembre 2000 - www.corriere.it )
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Pensiero di Gianni Rodar
Non si nasce con l'istinto della lettura, come si nasce con quello di mangiare e bere. Si tratta di un bisogno culturale che può essere innestato nella personalità infantile. Operazione quanto mai delicata, perchè il solo paragone che sopporta è quello con l'innesto di un nuovo senso: il senso del libro, le capacità di usare anche del libro come di uno strumento per conoscere il mondo, per conquistare la realtà, per crescere.
(tratto da: "Il cane di Magonza", Roma, Editori Riuniti, 1982)
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Pensiero di Giuseppe Mignani
Lettura è sinonimo di cultura? Certo no. Colto non è chi legge: ci si può rivestire di idee come fa il pavone con le sue piume. Colto è colui che, planando sopra le pagine e camminando tra le righe, si mette in gioco: si espone al faticoso e gioioso rinvio a una persona, presente anche se nascosta, affascinante e capace di accendere un rapporto d'amicizia.
(tratto da: "Nel libro una presenza anche per il cuore"; articolo apparso sul "Giornale del popolo" del 28.11.2000 - www.gdp.ch
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Pensiero di Oscar Wilde
Non esistono libri morali o immorali come la maggioranza crede. I libri sono scritti bene, o scritti male. Questo è tutto.
(tratto da: "Il ritratto di Dorian Gray")
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Pensiero di: C. Segre

In Italia, lo scrittore ambisce sempre a conquistarsi un posto nella grande letteratura. Anche i critici sembrano negare che si possa scrivere in modo piacevole e divertente senza quell'impegno di rivelazione e critica della realtà assunto dalla letteratura alta; e trascurano l'esistenza di un pubblico meno sofisticato criticamente ma curioso e amante della lettura (...).
(tratto da: "La cultura italiana del Novecento", capitolo: "La letteratura di consumo", Editore Laterza, 1996)
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Pensiero di: U. Eco

(...) Ci sono due tipi di libro, quelli da consultare e quelli da leggere. I primi (il prototipo è l'elenco telefonico, ma si arriva sino ai dizionari e alle enciclopedie) occupano molto posto in casa, sono difficili da manovrare, e sono costosi. Essi potranno essere sostituiti da dischi multimediali, così si libererà spazio, in casa e nelle biblioteche pubbliche, per i libri da leggere (che vanno dalla Divina Commedia all'ultimo romanzo giallo).
I libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. Sono fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche in barca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno, stanno in tasca, si sciupano, assumono una fisionomia individuale a seconda dell'intensità e regolarità delle nostre letture, ci ricordano (se ci appaiono troppo freschi e intonsi) che non li abbiamo ancora letti, si leggono tenendo la testa come vogliamo noi, senza imporci la lettura fissa e tesa dello schermo di un computer, amichevolissimo in tutto salvo che per la cervicale. Provate a leggervi tutta la Divina Commedia, anche solo un'ora al giorno, su un computer, e poi mi fate sapere (...).
(tratto da: "La bustina di Minerva" - rubrica del settimanale "L'Espresso", 1994 (L'articolo è apparso anche sul volume: "La bustina di Minerva", edizioni Bompiani, 2000, (pp. 345) - www.espressoedit.kataweb.it/ )
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Pensiero di: E. Montale (2)
Ho passeggiato a lungo sulla riviera...
migliaia e migliaia di individui, nessuno con un giornale o con un libro in mano.
La maggioranza dei bestioni aveva l'orecchio attaccato alle radioline. (tratto da: "Libridine" di Felice Scipioni - Ed. Scipioni, LoeValle dell'Aia, 01018Valentano(VT) - www.leggendogodendo.com )
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Pensiero di: O. Lagercrantz:
Che cosa accade quando leggiamo? L'occhio segue neri segni alfabetici sul bianco della carta da sinistra a destra. E creature, paesaggi naturali o pensieri che un altro ha nutrito, prendono forma nella nostra immaginazione. E' questo un prodigio ancor più grande della capacità che può avere un chicco di grano di germogliare. (tratto da: "Libridine" di Felice Scipioni - Ed. Scipioni, LoeValle dell'Aia, 01018Valentano(VT) - www.leggendogodendo.com )
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Pensiero di I. Calvino:

Leggere vuol dire spogliarsi di ogni intenzione e d'ogni partito preso, per essere pronti a cogliere una voce che si fa sentire quando meno te lo aspetti, una voce che viene non si sa da dove, da qualche parte al di là del libro, al di là dell'autore, al di là delle convenzioni della scrittura: dal non detto, da quello che il mondo non ha ancora detto di sé e non ha ancora le parole per dire. (tratto da: "Libridine" di Felice Scipioni - Ed. Scipioni, LoeValle dell'Aia, 01018Valentano(VT) - www.leggendogodendo.com )
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