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Da piccolo caddi in una pagina - di Antonio Ferrara

Da piccolino caddi in una pagina
(Testo dello scrittore Antonio Ferrara, pubblicato nella raccolta “Racconti di viaggio” - Edizioni Jam, Prosito - nell’ambito del “Concorso di scrittura Tre Valli per giovani autori”, edizione 2007)


Dove ti dimostri tenero,
là individui il tuo plurale.

Roland Barthes
Frammenti di un discorso amoroso

Non lo sai? Scrivendo e leggendo ci si imbatte nelle proprie emozioni. Conviene imparare da piccoli, cosa credi? Meglio imparare da subito a tuffarsi in un libro, imparare a riconoscere e a dire le proprie sensazioni. Più tardi potrebbe essere troppo tardi. Davvero. Potrebbero arrestarci per analfabetismo affettivo.
Scrivere è come giocare: inutile e necessario. Una carezza. E la carezza è una mano rivestita di pazienza che tocca senza ferire. Una mano che scrive. Imparare a turbarsi, a emozionarsi. Questo ci serve, questo importa. È impossibile amare mantenendo intatto il proprio io. E la scrittura affronta in maniera diretta i sentimenti opposti di potere e impotenza, mescola la sensazione di gravità che impone la passione creatrice e la leggerezza che deriva dall’aver potuto esprimere la nostra individualità. Regole e libertà. E tenerezza. Ma essere teneri significa comportarsi come un insorto civile che dinanzi alla violenza quotidiana dice: no! Differenti, per non restare indifferenti. Per scrivere e per leggere ci vuole una pazienza ferma, testarda. Altro che. Una forza dolce. Un prendersi cura di sé e degli altri, un farsi umili e cocciuti, fino a diventare lettori ostinati, scrittori testardi. Scrittura come prolungamento del sentimento, ecco. Come palestra dell’intimità. Lettura come cura di sé. Già. Versare nelle orecchie e nel cuore racconti dolci, romanzi sconfinati, poesie minuscole. La scrittura è empatia e distanza, distacco e tenerezza. Parlare a me mentre parlo di me. Forse ci serve a capire meglio quello che non siamo, che ci viene a trovare perché gli siamo andati incontro. Prendendo un foglio e impugnando una penna. Oltre la mia stanza, oltre il giardino, oltre il recinto il libro corre, si ferma e riparte. E le parole si agitano dentro di me, e mi agitano. Mi mordono il cuore, perché l’amore è sempre affamato.

Antonio Ferrara

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Antonio Ferrara è nato a Portici, vicino a Napoli, nel 1957 e vive a Novara con sua moglie Marianna, sua figlia Martina e coi gatti Simba e Minou.  Fin dalla culla scarabocchiava sui cuscini, illustrava i bavaglioli e decorava i pannolini.
Crescendo finì per lavorare in una comunità alloggio per minori, dove cominciò a dipingere pure sui muri, imparò a frequentare i sogni dei bambini e a non prendersi mai troppo sul serio.
A un certo punto si è messo a scrivere storie e racconti che gli consentono di fare ancora oggi il bambino, proprio come piace a lui.
Ha compiuto studi artistici. Tiene laboratori di illustrazione e scrittura creativa per ragazzi e per adulti presso scuole, biblioteche, librerie, associazioni culturali e case circondariali. Antonio Ferrara nel corso della sua carriera ha scritto e illustrato numerosi libri per ragazzi, tra cui Pane arabo a merenda, A braccia aperte, (Falzea); Puzzillo gatto gentiluomo, Come i pini di Ramallah, I suoni che non ho mai sentito, Fatatrac; La vita al centro, Mondadori; Ulivi, Perché, Il sentiero e l’albero, Tolbà; Anguilla, Salani.