Nessi Angelo

Angelo Nessi è nato nel 1873. E' morto nel 1932. Visse tra Locarno e Milano (dove fu tra il 1910 e il 1929) la bohème del giornalismo e dei librettisti milanesi; scrisse molto, come risulta dall'elenco allestito da un suo diligente biografo, Fausto Pedrotta, oscillando tra narrativa, teatro e giornalismo. "Egli -nota Vincenzo Snider- aveva la stoffa del giornalista artista, non quindi per la riflessione morale, storico-politica, ma per il gusto del particolare brioso, della svelta caratterizzazione di un personaggio, per il taglio bozzettistico di una scena, la rapidità descrittiva, per un esercizio di scrittura ignoto nella stampa ticinese coeva". Come osserva ancora lo Snider, anche quando scrive un racconto Nessi è già quasi sulla scena: ogni sua pagina rasenta la sceneggiatura. La sua opera più conosciuta è "Cip", edito da Sonzogno nel 1924 e, per particolari vicende locali, ormai introvabile, fu ripubblicato nel 1961 e ristampato nel 1979. Angelo Nessi cominciò a lavorare -spinto dall'uomo di Governo Giuseppe Cattori- su un progetto di Antologia degli scrittori ticinesi che, da quanto si arguisce da alcune note frammentarie, avrebbe dovuto assumere in seguito a una ulteriore elaborazione. Di questa antologia così libera e personale nella sua concezione aliena da ogni pedanteria accademica, già fu detto nel 1961 come era nata nell'intenzione di affiancare alle motivazioni politiche ed economiche delle "rivendicazioni ticinesi" proclamate con vigore dal "governo di paese" di Giuseppe Cattori le ragioni della dignità morale e culturale del Ticino, oltre che nel lavoro del suo popolo, nella coscienza di cui diedero prova i suoi intellettuali nelle lettere, nella storia, negli studi. Non un libro di scuola né di biblioteca; ma un libro che entrasse nelle case di tutti e che tenesse alto e vivo il culto del patrimonio morale del Ticino. Quando Nessi aveva preso lo slancio, non si fermava: afferrava, colpiva, scolpiva ed esaltava, con quella forza, quella tenacia o quella fede che appartengono solo ai poeti. Questo volle appunto il Cattori scegliendo, fra tutti i letterati allora in auge nella Repubblica, proprio il Nessi. Quando Cattori si spense nel '32, cui d'altronde si rimproverò di essere stato troppo "ticinese", fu facile ai nemici del poeta, già accasciato dal male e non più in grado di difendere il proprio lavoro, di stroncare l'opera. Altri si accinsero a rifare l'Antologia con criteri, questa volta, chiaramente "ministeriali".

Links
www.rsi.ch/scrittori/scrittore.cfm?IDc=466

Opere:
  • Cip. Milano (Sonzogno) 1924.
  • 3a Ed.: Bellinzona (Ed. Casagrande) 1979. (La Salamandra)
  • Scirttori ticinesi. Locarno(A. Dadò) 1997.

Parte di testo da Cip

Cip racconta le vicende di un giovane educatamente avventuroso dentro un ambiente borghese. Troviamo Cip (Cipriano) nel collegio, nella vita di famiglia, nella passione amorosa per un'attrice di teatro. Qui si è ritagliato il ritrattino caricaturale di un professore di italiano, timoroso di usare le parole "men che oneste", giusto i precetti del Della Casa, entro i limiti di un provinciale bozzettismo. Un dolce, nostalgico romanzo della Locarno dell'altrieri con pagine vibranti d'amore e di fede nel paese, dedicate ai maestri e ai costurttori del Ticino come entità morale e spirituale.

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