Marconi Luciano

Luciano Marconi è nato a Tento nel 1924, ha ottenuto la maturità nella stessa città, per poi iscriversi all'Università di Padova, dove si laurea in filosofia. Dopo alcuni anni di insegnamento in Italia, nel 1953 emigra in Ticino, insegnando per un ventennio nella scuola secondaria e collaborando contemporaneamente con i giornali e con la Radio della Svizzera Italiana. Nel 1973 lavora come giornalista presso la Radio, occupandosi prevalentemente della realizzazione di documentari e di programmi culturali tra cui segnaliamo l'emissione "Carta canta": un incontro pubblico con scrittori svizzeri esteri. In pensione dal 1989, continua la sua attività documentaristica e scrive racconti e poesie in italiano e in dialetto trentino.

Opere:
  • Salvanel. Trento (Grafiche Artigianelli) 1983.
  • La casa d'aria. Bellinzona (Ed. Casagrande) 1994. (La Salamandra)
  • Homunculus albus. Balerna (Ed. Ulivo) 1995. (Collanaldina)
  • La donna ragno. Balerna (Ed. Ulivo) 1996. (Collanaldina)
  • Lui. Balerna (Ed Ulivo) 1997. (Collanaldina)
  • Serpente d'acqua. Balerna (Ed Ulivo) 1999. (Collanaédo)
  • Il fiore del desiderio. Balerna (Ed Ulivo) 2001. (Collanaldina)
  • Lui. Balerna (Ed. Ulivo) 2001.
  • Chi e adèss : poesie en dialèt trentin = (Qui e adesso). Trento (Nuove arti grafiche "Artigianelli")2002.
  • Lo gnomo dal berretto di sole : fiabe della montagna alpina. Balerna (Ed. Ulivo) 2004.
  • La casa rosa : un bambino nel primo Novecento. Balerna (Ed. Ulivo) 2007.
  • L’attimo fuggente : poesie. Balerna (Ed. Ulivo) 2011.
  • La barca del temp : poesie en dialèt trentin. Balerna (Ed. Ulivo) 2011.
  • La macchina del tempo. Balerna (Ed. Ulivo) 2014.

Parte di testo da La casa d'aria

In ogni bambino, e in ogni uomo che abbia conservato l'innocenza, avvince alla parola l'accadere del miracolo, il rivelarsi dell'occulto; la parola che si fa chiave di un rapporto incessante tra il mondo dei corpi e quello delle essenze, il vincolo che intercorre tra il seme e la creatura. Luciano Marconi, che è poeta e conosce i segreti della parola, non si addentra nell'armamentario consueto della fiaba -pur non mancando nei suoi racconti gli animali che parlano, i giganti che frequentano gli uomini, l'animarsi delle cose e delle piante-, ma ne afferra il senso riposto, ne accentua il carattere discorsivo e metaforico.
Ciò che conta è la coscienza dell'uomo, il rapporto con la sua origine e con le possibilità dell'anima, il riappropriarsi del proprio destino, il tener vivo nell'uomo lo spalancarsi dell'infinito. Queste favole tendono a riproporre il "miracolo dell'esistere" e la fiducia in qualcosa di più gioioso dell'inesorabile "assuefazione alla morte", di più elevato di un destino di "polvere e di miseria": la riscoperta di una bellezza e di un significato, il rinnovare la speranza al respiro dell'uomo.

Zurück