Manuela Mazzi

Manuela Mazzi è nata a Locarno nel 1971. Appena può, si trasforma in un'artigiana nel mondo della fantasia. Di professione giornalista, è appassionata di fotografia e ama scrivere libri. Ha collaborato per più testate della stampa ticinese e con Il Giornale di Milano, come corrispondente dalla Svizzera di lingua italiana. Dal 2004 lavora per il settimanale d’approfondimento “Azione”, per il quale da qualche anno è responsabile del settore “Ambiente e Benessere”. Inoltre produce servizi giornalistici e reportage fotografici come free lance per altre riviste. Se da una parte adora rimanere giorni interi rinchiusa a scrivere, d’altro canto sa di poter attingere suggestioni dai suoi innumerevoli viaggi che, spinta dalla curiosità, l’hanno portata ad esplorare e fotografare anche terre lontane: dal Nepal (vedi Un caffè a Kathmandu: un romanzo denuncia che mira a sensibilizzare i lettori sul tema dei bambini di strada nepalesi; un libro a tinte giallo/rosa) all’India, dall’Egitto al Marocco, e poi ancora dalla Scozia (vedi Il Segreto della Colomba: un elicotterista e un geologo partono dalla Svizzera per la Scozia. Il loro compito è ritrovare e portare in salvo una giovane studentessa scomparsa nel nulla, ma per riuscirci dovranno prima scoprire il segreto di una misteriosa e leggendaria pietra. Giunti in Scozia, però, si troveranno costretti a indagare anche su altri rapimenti che daranno origine a una serie di efferati delitti) all’Australia, dal Pakistan all’America del Nord, ma anche dal Messico all’Africa Nera, dal Kosovo all’Indonesia,… Ed è proprio dalle sue svariate esplorazioni e dalle tante esperienze che prendono spunto alcuni dei suoi libri. In un'intervista a "Il Giornale.ch" (23.2.15) alla domanda "Che cos`è per lei scrivere?", così risponde: È fare ricerca, imparare molte cose nuove, tuffarmi in mondi e personalità diverse, fermarmi a guardare la gente mentre tutti si muovono attorno a me, è raccontare il passato, ma anche inventare, e soprattutto è giocare al gioco delle emozioni con il lettore,…

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Opere:
  • L'angelo apprendista. Roma (Progetto cultura) 2005
  • Un caffè a Kathmandu. Roma (Progetto cultura) 2006.
  • Un gigolo in doppiopetto. Minusio (Photo Ma.Ma.Edition) 2007
  • L’ultima regata. Racconto pubblicato nell'antologia "Unico indizio - La sciarpa gialla". (Damster editore) 2009
  • Guardie, ladri e tracciatori. (Photo Ma.Ma.Edition) 2009
  • Di brogli, di risate e di altre storie. Balerna (Edizioni Ulivo) 2011
  • Avventura in giallo di Sir TJ. Pordenone (Safarà editore) 2012
  • Il Segreto della Colomba. Minusio (Photo Ma.Ma.Edition) 2013
  • L'ancora insanguinata. Della serie: Le avventure in giallo di Sir TJ. Pordenone(Safarà editore) 2013
  • L'ultima Barcolana. Della serie: Le avventure in giallo di Sir TJ. Pordenone (Safarà editore) 2014
  • Il furto della Verità. Minusio (Photo Ma.Ma.Edition) 2014
  • Lo sfregio della farfalla. Minusio (Photo Ma.Ma.Edition) 2015

Premi:
  • Secondo posto al Premio di letteratura naturalistica “Parco Majella” (Abruzzo) 2008
  • Terzo posto della sezione giornalisti al Premio città di Arona 2008
  • Menzione speciale al Premio Nazionale Mariele Ventre 2010
  • Targa speciale al Premio Stresa di Narrativa 2010
  • Targa speciale al Premio Stresa di Narrativa 2014

Parte di testo da Il furto della Verità

Incipit:

Bagnato bastonato buttato.
Morto.
Disteso nell’abbraccio dell’infinita assenza di colori curve calore.
Là, in mezzo alla gente senza occhi, un uomo senza volto, oscuro, imponente, e una bambina senza voce, ansiosa, impotente. Una piccina agita il suo minuscolo dito allungato a indicare l’etereo gigante. Non sa chi sia, ma sa che è il colpevole. Nessuno vede la bambina. Nessuno riesce a distogliere lo sguardo dal cadavere che giace a terra. Nessuno smette di scrollare la testa. Sono tutti dispiaciuti per l’accaduto.
Precipitato al centro di un ampio cortile di cemento, bianco.
Tutti danno una mano per avvolgere il defunto in un lenzuolo, bianco.
Un bozzolo di cotone, bianco, per racchiudere un corpo che mai si trasformerà in farfalla, perché la sua vita ha già preso il volo.

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