Jaeggy Fleur

Fleur Jaeggy è nata a Zurigo. Dopo aver frequentato diversi collegi svizzeri ha vissuto a Locarno per poi trasferirsi dapprima a Roma, dove ha incontrato Ingeborg Bachmann, Thomas Bernhard e altri scrittori e intellettuali, e in seguito a Milano, dove vive dal 1968. In questa città inizia la sua collaborazione con la casa editrice Adelphi. Si è affermata con i romanzi "Il dito in bocca", "L'angelo custode", "I beati anni del castigo". La compianta scrittrice austriaca Ingeborg Bachmann a proposito de "Il dito in Bocca" osserva che in esso "l'autrice ha l'invidiabile primo sguardo per le persone e le cose, c'è in lei un insieme di distratta leggerezza e di saggezza autoritaria". Fleur Jaeggy, apprezzata dalla critica, ha raggiunto un notevole successo di pubblico ed è tradotta in più lingue. In un'intervista ha dichiarato: " Quando finisco di scrivere qualche pagina, poi leggo ad alta voce quello che ho scritto. Se c'è qualcosa che non va, me ne accorgo subito, perché leggo il testo come se fosse stato scritto da un'altra persona. Il ritmo, la musicalità, sono per me importantissimi. E mi accorgo subito, leggendo ad alta voce, se ci sono pause o ritmi che non funzionano. Malgrado questi "esercizi" che compio sul mio testo, sino all'ultimo non sono convinta del risultato".

Links
https://it.wikipedia.org/wiki/Fleur_Jaeggy

Opere:
  • Il dito in bocca. Milano (Adelphi) 1968.
  • L'angelo custode. Milano (Adelphi) 1971. (Narrativa contemporanea)
  • Le statue d'acqua. Milano (Adelphi) 1980. (Narrativa contemporanea)
  • I beati anni del castigo. Milano (Adelphi) 1989. (Fabula ; 33)
  • La paura del cielo. Milano (Adelphi) 1994. (Fabula)
  • Proleterka. Milano (Adelphi) 2001.
  • Vite Congetturali. Milano (Adelphi) 2009.
  • Sono il fratello di XX. Milano (Adelphi) 2014

Premi:
  • Premio Bagutta 1990
  • Premio Boccaccio Europa 1994
  • Premio Moravia 1994
  • Premio Vailate Alderigo Sala 2001
  • Premio Donna Città di Roma 2001
  • Premio Viareggio 2002
  • Premio Tomasi di Lampedusa 2015

Parte di testo da Il dito in bocca

Di fronte a Lung, la giovane protagonista di questo romanzo, i medici, e non solo loro, restano perplessi: Lung non ha mai abbandonato l'abitudine di mettersi il dito in bocca, risponde alle domande mostrando lo smalto delle unghie, racconta lucidamente, leggermente, i fatti della sua vita, ma la chiarezza è apparente ed è facile perdersi fra le sue parole, peraltro scarse; quanto ai fatti, potrebbero far rabbrividire, se non si fosse distratti dal tono agile, sconsiderato e preciso della narratrice.
-Lo zio-padre Jochim, la madre Marween, le tragiche storie del piccolo fiammiferaio e dell'amica Armance, l'incontro decisivo e laconico con un grande filosofo, "un caso di entusiasmo", e lo strano caso del professor Walter, La Scimmia Albina, l'enigmatico e sapiente Nathan, Kong, ecc., ecc. - con l'aiuto di tutti questi elementi Lung ci presenta un puzzle che non si chiude da nessun lato, e che possiamo tentare di ricostruire solo perché ci sentiamo guidati con discrezione e talento algebrico. Nell'insieme pittoresco degli umani, Lung partecipe di una specie a parte, mimetizzata e potente, i neutrali.

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