Isella Gilberto

Gilberto Isella, poeta e saggista, è nato a Lugano nel 1943. Ha studiato lettere e filosofia all'Università di Ginevra. Dal 1974 ha insegnato italiano al Liceo di Lugano I e alla SUPSI. Noto per la sua attività di critico letterario, dirige la rivista letteraria "Bloc Notes", da lui fondata nel 1979. Nella sua carriera si è pure occupato di traduzione e di sceneggiature per fiction, documentari e teatro. Ha esordito come scrittore con la raccolta "Le vigiglie incustodite" nel 1989. Le sue liriche prediligono una materia mitica e, per dirla con Flavio Medici, "rilevante è la presenza di una natura colta nel suo aspetto primigenio, ancora improntato dei dinamismi tellurici, e vista con uno stupore che i commenti alle Scritture sapientemente evocarono". Con la pubblicazione "Discordo" offre un testo inabituale, tra poesia e prosa, di grande intensità: un'interrogazione tesa a chiarire, per via sottilmente obliqua, i grandi temi dell'esistenza, ma pure il senso autentico dell'operazione letteraria. La sua produzione vanta una ventina di titoli.

Links
www.italialibri.net/autori/isellag.html

Opere:
  • Le vigilie incustodite. Bellinzona (Ed. Casagrande) 1989. (Versanti)
  • Discordo. Locarno. Locarno (A. Dadò) 1993.
  • Apoteca. Torino. (L'Angolo Manzoni Editore) 1996 (L'arzanà poesia)
  • Nominare il caos. Locarno(A. Dadò) 2001.
  • Baltica, prose. Balerna (Edizioni Ulivo) 1999.
  • I boschi intorno a Sils-Maria (pref. di Grytzko Mascioni). Sondrio (Officina del libro) 2000. Incisioni di Valerio Righini.
  • Krebs. Balerna (Edizioni Ulivo) 2000. Incisioni di Fiorenza Casanova.
  • Nominare il caos (pref. Jean-Jacques Marchand) Locarno (Dadò) 2001.
  • Dado a punte. Milano, (Upiglio) 2003. Incisioni di Alessandra Angelini.
  • Guernica e lo straniero, prosa critica. Balerna (Edizioni Ulivo) 2004.
  • In bocca al vento. Falloppio (LietoColle) 2005. Copertina di Fiorenza Casanova.
  • Fondamento dell’arco in cielo. Viganello (Alla chiara fonte) 2005. Disegni di Enrico Della Torre.
  • Corridoio polare (postfaz. di Vincenzo Guarracino). Bologna (Book Editore) 2006. Copertina di Giorgio Larocchi (Premio Lorenzo Montano, Premio Schiller).
  • Wild Contact. Lugano (Anaedizioni) 2007. Disegni di Renzo Ferrari e foto di Dario Ghisletta.
  • Taglio di mondo (postfaz. di Giorgio Luzzi). Lecce (Manni) 2007. Copertina di Renzo Ferrari.
  • Messer Bianco vuole partire, azione scenica. Viganello (Alla chiara fonte) 2008.
  • Inneschi. Bollate-Milano (Signum edizioni d’arte) 2009. Collages di Enrico Della Torre.
  • Mappe in controluce (postfaz. di Vincenzo Guarracino). Bologna (Book Editore) 2011. Copertina di Mauro Valsangiacomo (Premio Giuseppe Dessì 2012).
  • Variabili spessori. Viganello (Alla chiara fonte) 2011. Intervento grafico di Mauro Valsangiacomo.
  • Censuralbe. Milano (Il robot adorabile) 2012. Con tempere di Adalberto Borioli.
  • Caro aberrante fiore. Lugano (Opera Nuova) 2013.
  • Salvatico è colui che si salva. Ligornetto (dino&pulcino) 2014.
  • Mobilune. Bellinzona (Salvioni) 2015.
  • Liturgia minore. Faloppio (LietoColle) 2015.
  • L'occhio piegato. Ferrara (Book Editore) 2015

Premi:
  • Premio Lorenzo Montano 2006
  • Premio Schiller 2006

Parte di testo da Discordo

Discordo è una varietà di prosa, con concessioni al verso, nata dallo smantellamento di pagine diaristiche e congegnata "in modo da suggerire e produrre un ritmo disuguale, saltellante, sminuzzato in frasette sconnesse", ecc. All'inizio, dunque, c'è un diario, tenuto durante un breve soggiorno in Spagna, tra Valencia e Alicante. In seguito il suo inesorabile sfilacciamento, il logorarsi dell'impressione e della cronologia, il travaso delle immagini in altre immagini sottratte al brontolio notturno dell'anima. Agonia del viaggiare, perché i paesaggi complottano contro di noi, ci pugnalano, o semplicemente hanno smesso di sentirci.
Profili di cordigliere bluastre stazionanti in un quartiere rarefatto, né esterno né interno; conche dove ha trovato rifugio un resto di pioggia primitiva, tetti di risacca, i paesaggi svernano. Senza confini è l'inverno, perfido e tiepido il nord. Dopo che la bussola ha rivolto verso l'uomo il sua ago affilato, non più attratto dal cuore amoroso del mondo, il dito segna tra gli arcipelaghi, mari di discordia. Su qualche scoglio affiorante la sirena dell'interpretazione getta occhiate distratte. Appena ci consente di tirar su dai flutti poche comiche anfore. Il resto è faccenda di agenzie ruffiane, o pietosa resistenza.

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