Filippini Felice

Felice Filippini è nato ad Arbedo (presso Bellinzona) nel 1917. E' morto a Lugano nel 1988. Già direttore dei programmi parlati della RSI. Dal 1969 si dedicò interamente alla pittura. La sua opera più importante, "Signore dei poveri morti", segnò una svolta nella prosa locale, fino ad allora in gran parte legata a moduli stilistici tradizionali. Il movimento narrativo più peculiare del romanzo -che nel 1942 si aggiudicò il Premio Lugano- è senza dubbio dato dal dialogo e dal monologo, al quale Filippini in più punti si ispirò al modello vittoriano di "Conversazione in Sicilia". Intensa fu anche la sua attività di traduttore (classici francesi e tedeschi) e d'indubbio pregio alcuni suoi saggi: "Procuste", "Il Cebete", "Fare il ritratto di Giacometti". Del Filippini Giancarlo Vigorelli scrive: "Egli è pittore di buon talento, xilografo e acquafortista sensibile e fantasioso; ama il teatro, e ha già dato due commedie; è soprattutto un narratore abile e gustoso. Dire quali siano effettivamente le sue qualità è difficile, dato che a tratteggiare il suo ritratto di Radiguet ticinese non si sa bene se piegare di più verso il suo lato "contadino" o verso il lato "fumista". Perché Filippini è scrittore di evidenti incroci e impasti: c'è Tombari, c'è Tozzi e c'è Venturini; c'è qualche americano nuovo, ma c'è anche qualche vecchio tedesco; non è esente da forzature estremiste, ma si è protetto bene alle spalle con una intramata sintassi anche vecchiotta e paesana.

Links
www.felicefilippini.ch/IT/index.html

Opere:
  • Signore dei poveri morti. Bellinzona (Istituto Editoriale Ticinese) 1943.
  • altra Ed.: Firenze (Vallecchi) 1955. (Letteratura contemporanea. Narrativa e prosa)
  • Seigneur des pauvres morts. Lausanne (Ed. L'Age d'Homme) 1984.
  • Racconti del sabato sera. Lugano (Ed. Ghilda del Libro) 1947.
  • Il cebète: allegoria e 8 dialoghi poco prima della diana. Locarno (Carminati) 1950.
  • Ragno di sera. romanzo. Bellinzona (Salvioni) 1950.
  • Tre storie. Roma (Ed. Pagine Nuove) 1950.
  • Una domenica per piangere: undici racconti. Caltanisetta-Roma (Sciascia) 1959.
  • Rosso di sera : racconto. Lugano (Biblioteca cantonale / Archivio Prezzolini) 2002 (prefaz. di Falvio Catenazzi).
  • Poesie. Bellinzona (Casagrande) 2004.

Premi:
  • Premio Lugano 1942

Parte di testo da Signore dei poveri morti

Signore dei poveri morti è il racconto di un brandello di vita di un'adolescente fortemente traumatizzato dalla tragica fine -di cui si assume la colpa- occorsa al proprio fratello. La trama è semplice, non è la storia di un bambino annegato: questa è la partenza, ma prima di arrivare al traguardo è una corsa di figure, di avvenimenti, di fantasie, di sfoghi, così che alla fine, senza tirannie, la libera invenzione si gonfia e si colora di brusche moralità. Filippini sa arroventare una pagina. E' raffinato, come tutti gli istintivi. Può andare in più direzioni; il suo pericolo è di farsi la mano a una facile ricchezza, dotato com'è nelle qualità native e abile com'è in quelle acquisite.

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