Beretta Sandro

Sandro Beretta, fratello di Remo, è nato a Leontica, val Blenio, nel 1926. E' morto nel 1960. Ha fatto l'impiegato nella Svizzera interna e poi l'impiegato statale. Suoi racconti, scritti fra il '54 e il '55, e segnalati al premio "Libera Stampa" del 1956, sono usciti, postumi, nel 1963 dal titolo "E' nato in casa d'altri, Gesù" e poi, con l'aggiunta di alcuni inediti nel 1983 dal titolo "L'aria dal basso". Dentro i racconti brevi di Sandro Beretta, il mondo è un mondo lombardo, saldamente reale; e da quel mondo paesano, emerge la durezza dei rapporti umani: accanto alla "pietas religiosa", l'ostracismo per il "diverso" (il diverso in politica, per esempio, che l'autore sperimentò di persona), certi aspetti animaleschi del convivere, l'amore delle madri, ecc. L'autore manifesta la volontà di conoscere le cause e gli effetti di ogni questione, il desiderio che l'animava di voltare i problemi sottosopra: l'identica curiosità di chi rotola una pietra per scoprire la vita convulsa e i meccanismi che sotto, dove non arriva il sole, scandiscono implacabili nel tempo.

Opere:
  • E' nato in casa d'altri, Gesù. racconti. Lugano (Cenobio) 1963.
  • L'aria dal basso. Bellinzona (Ed. Casagrande) 1983.(Versanti)
  • Die armen Seelen der Chiara. Erzählugen. Zürich (Limmat Verlag) 1988.
  • Nella immaginativa di infanzia e adolescenza. Lugano (Il Cantonetto) 2002.
  • Classici e dialetto (con Giovanni Orelli) Balerna (Edizioni Ulivo) 2008.

Parte di testo da L'aria dal basso

Nel libro c'è la valle scrutata dal singolo: sintetizzata in una pastura, in un nugolo di pecore, in un monte e in una ragazza amata. Ma c'è pure la valle degli altri con località precise nel loro margine d'indeterminatezza: luoghi dove "s'è rimasti indietro nel tempo". Infine c'è una sostanza umana, scandita in dolori aggressivi, in illusioni agre, in minute rarissime felicità: in "impossibili desideri" anche, tenuti in gola per una lunga giovinezza. Stato d'animo che ora disgiungono ora avvincono l'uomo singolo dagli "altri" e dalla "valle": una tensione continua di vicissitudini che vorrebbero riuscire in una intesa solidale, la quale parrebbe lì lì per avverarsi e che poi s'impunta per uno scarto improvviso, antico come l'uomo, di malignità. La valle che ci propone il Beretta, con tutte le asperità e le dolcezze, suggestiona ogni giornata della gente: sicché l'uomo, comprendendo la tragedia sottilissima ma esasperante che attanaglia ad immemorabili la sua terra, si accorge di un "senso di piccolezza", che, lentamente, lo opprime, lo uccide spiritualmente. Una "piccolezza", di fronte alla quale occorre reagire con interiore consapevolezza, fossero pure ostili e massicce le resistenze esteriori. Sarà una difesa strenua, che bisogna attuare pur sapendo di dover pagare salato ogni gesto di coraggio: una lotta da condurre con onestà perfino strepitosa, una ribellione amara, spesso isolata, contro il destino: una battaglia che si amplifica di pagina in pagina nelle storie del Beretta, misurata da una scrittura aspra e secca, mai però impassibile dirimpetto alle pene umane.

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