Barzaghini Mario

Mario Barzaghini, è stato giornalista professionista e collabora regolarmente a quotidiani e periodici con articoli di critica d'arte e cinematografia."La filigrana oscura" è un ma mirabile libro di poesie ispirate e di calcolatissima misura. Nella prefazione del libro Giorgio Orelli scrive: " Da tempo Mario Barzaghini scrive cose in versi, ma solo ora, non lontano dai sessanta e con qualche stupore d'arrivarci, ha trovato il coraggio e quel minimo di impazienza che occorreva per mettere insieme un mazzetto con intento di pubblicazione: una scelta che senza sforzo distinguiamo dall'abbondante e così spesso irritante produzione d'incerto colore locale, priva anche di quella balzaneria di cui fa cenno con sua arguzia il Manzoni nel luogo che tutti ricordano. In questi pochi componimenti costruiti senza fretta, senza comoda graniglia, con molti pentimenti, parla la parte "d'eterno", una essenza d'affetti che Barzaghini educa come un bene degno d'esser lasciato, un giorno, alle persone più care. E' la voce abbastanza cauta d'un nostro coetaneo che non ha mai pensato d'essere o di diventare un "littérateur pur", nondimeno a poco a poco ha finito per credere nella possibilità di ordinare la sostanza più resistente del proprio vissuto in frammenti di discorso, per insorgere d'espressività, poetico. L'essere nella poesia comporta inevitabilmente anche per lui un nutrimento di vera letteratura, ma non bisogna pensare ad inerte imitazione o troppo insistente rimemorazione. Proprio così come la guardiamo, ascoltando, senza interrogarci sul "mondo intenzionale", questa plaquette sembra rivelatrice soprattutto della religiosa non indifferenza, anzi di quella "fedeltà che, con particolare energia, informa la poesia (ben nota a Barzaghini) di Luzi: vivere vivo come può chi serve / fedele poi che non ha scelta, donde è utile risalire alle poetiche riflessioni dell'Eliot dei "Quattro Quartetti". L'insidia della lingua-"veicolo" (immediato) non s'attenua nel passare alle poesie sgorgate da schietta premura civile; ma Barzaghini rivela anche qui una indubbia, talvolta sorprendente attenzione al merito del linguaggio (se pur non giunge, per dire con Mallarmé, a cedergli l'iniziativa). In breve, questa voce non s'esalta, non eccede nella rappresentazione del "naturale", non è "schiava del risultato", non fa scompostamente di tutto per scoprire delle novità. Una lettura lenta farebbe certamente risaltare più d'un pregio nascosto.

Opere:
  • La filigrana oscura. Locarno (Dadò) 1981.
  • Incanto Disincanto. Locarno (Dadò) 1991.

Parte di testo da La filigrana oscura

Nella raccolta di poesie "La filigrana oscura" Mario Barzaghini enumera le tracce (di vita) dei suoi morti, ne stabilisce un essenziale, struggente catalogo. Accanto ai morti, i vivi. La moglie, altri famigliari. Poesie brevi, per album, ben calibrate. E poi un paio di componimenti di schietto impegno civile, tra i quali spicca il "compianto" per Pino Pinelli. I componimenti sono in genere brevi, non varcano, se non in un caso, i venti versi.

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