Nembrini Caudio

Caudio Nembrini è nato a Bellinzona nel 1941. Giornalista, ha esordito nel 1987 con una raccolta di racconti "La locandina gialla". Nei brani viene rievocata la vita di un villagio rurale, con personaggi, luoghi e situazioni "assolutamente reali" come precisa l'autore stesso. Siamo ben lontani da quel realismo e bozzettismo minori che una materia come questa potrebbe incoraggiare. Una certa disposizione lirica, evocante la prosa d'arte, è costantemente condotta a misurarsi con il tragico: molte sono, infatti, le morti nelle vicende narrate. Se il punto di partenza è spesso la constatazione di un vuoto, il punto d'arrivo è un'attenzione puntigliosa ai fatti minimi, nei quali l'esistenza celebra le sue feste effimere, nonché alle cose, inventariate con grande puntiglio e restituite nella loro pienezza di reliquie in ampie esplorazioni ricognitive affidata ai cataloghi nominali. Claudio Nembrini è inoltre autore, insieme al regista Bruno Soldini, di acluni documentari televisivi, in particolare di "Macondo", un reportage sul mondo di Gabriel Garcia-Marquez.

Bibliographie :
  • Incontro con gli autori svizzeri. Bellinzona (Casagrande) 1977.
  • La locandina gialla. Firenze (Vallecchi Ed.) 1987. (Narratori)
  • Le secret de San Carpoforo. Genève-Carouge (Ed. Zoé) 1990.
  • Ombre nella città. Firenze (Pananti) 1992.
  • Fine dell'amore. Venezia (Marsilio) 1996.
  • La farfalla e la rosa. Milano (Mursia) 2013.

Extrait de La farfalla e la rosa

«Non aveva la bellezza solare della farfalla, ma una sua grazia sensuale, più terrestre. Le posò la mano sulla spalla: "Resti a lungo?". Irdalia osservò il mazzo di fiori. Levò gli occhi su di lui: "Vengo con te".»

Storie d’amore difficili e tormentate, viaggi, separazioni, terre promesse e scenari esotici dalle calde isole dei Caraibi alla fredda e desolata Groenlandia. A tutte le latitudini i rapporti umani sono fragili, riflettono la vita, le sue congiunture, le sue oscillazioni. Spesso si rivelano incompiuti, irrisolti, pronti a dissolversi quasi per una legge naturale, come se una fatalità ineludibile li inseguisse per ostacolarli, svuotarli, sbrciolarli. Oppure appaiono feriti, lacerati, trasformati in un’altra cosa perché questa è la moderna condizione, il teatro del mondo. Di qui la ricerca di emozioni diverse, vere o immaginarie, la scoperta di sensazioni nuove, frammentarie, la disponibilità a trasgredire e a mettersi in gioco. Sebbene in più casi la paura del vuoto e della solitudine condizioni le scelte.
Otto racconti che esplorano l’animo umano in ogni sua piega e sfumatura, con una scrittura intensamente poetica, che scava nelle vite di personaggi che cercano con forza se stessi, nei propri desideri e nelle persone che amano.

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