Marelli Stefano

Stefano Marelli, classe 1970, è nato a Chiasso e risiede a Sagno in Valle di Muggio. Lavora per SwissTeletex e collabora, con articoli e racconti, a diverse testate; in passato ha fatto l'autista, l'oste, il turista, l'educatore e il giornalista. Il suo primo romanzo, uscito in Italia da Rubettino editore, ha per titolo “Altre stelle uruguayane” (Premio Selezione Bancarella Sport 2014) ed è dedicato al mondo del calcio. In un articolo apparso su “il Giornale.it” del 5.1.2014 si legge questa dichiarazione di Marelli: «In Italia, salvo rarissime eccezioni, gli intellettuali hanno sempre avuto un atteggiamento razzista verso il calcio e i suoi seguaci. Proprio questa attitudine provinciale ha favorito una certa ghettizzazione del calcio, diventato col tempo feudo quasi esclusivo delle masse - diciamo così - meno scolarizzate. Tutto ciò ha fatto del male ai tifosi... E alla maggior parte degli intellettuali, che nemmeno immagina quale sublime spettacolo si sia lasciato sfuggire». Aldo Forbice su “Il Giornale di Sicilia” scrive: “Marelli ha confezionato una straordinaria storia di nostalgia e mistero, straniamento e memoria, calcio e violenza fascista, Sudamerica… I 58 capitoli, densi ed avvincenti, che percorrono il romanzo, snocciolano sorprese e una scrittura affabulatoria, magnetica.” Nel 2014, sempre per Rubbettino, esce “Pezzi da 90”, raccolta di racconti precedentemente usciti sul Giornale del Popolo: Luisito Monti, Omar Sivori, Roberto Baggio. Ma anche un arbitro, un poliziotto, un militare che distribuisce caffè. Passando per uno sceicco, Don Diego Maradona e Bora Milutinovic. Questi, e molti altri ancora, sono i personaggi che popolano il libro. Attraverso i loro occhi, le loro parole, a volte le lacrime, più spesso le incazzature, si rivive la storia della Coppa del mondo di calcio. Dagli incontri con trecento spettatori presenti, alle dirette con centoventi telecamere e due miliardi di persone aggrappate allo schermo. Nel 2016 Rubettino editore pubblica “A dime a dozem” una vicenda d’amore e amicizia di cui Claudio Lo Russo sul quotidiano “La Regione" del 27 gennaio 2017 scrive: “Marelli conferma la sua facilità di racconto, di intessere storie che attraversano il tempo e lo spazio; ma pure una certa superficialità, un difetto di forza e di urgenza, per cui i personaggi sbiadiscono fino a perdere consistenza umana (..)”

Bibliographie :
  • Altre stelle uruguayane. Soveria Mannelli (Rubettino edizioni) 2013.
  • Pezzi da 90: storie mondiali. Soveria Mannelli (Rubettino edizioni) 2014.
  • A dime a dozem. Soveria Mannelli (Rubettino edizioni) 2016.

Distinctions :
  • Premio Selezione Bancarella Sport 2014

Extrait de Dal risvolto di copertina di “A dime a dozem”:

Un viaggio nella storia di Miller e della sua famiglia. Una storia d'amore e di grande amicizia, una storia letteraria che si fa inseguire sul sentiero di una narrazione stratificata e avvincente. Miller nasce a Trieste nel '45, appena finita la guerra. Rimasto orfano cresce con i nonni materni, tentando di riempire quel vuoto attraverso i libri e le riviste del padre scovate nel vecchio baule. È da lì che emerge e diviene centrale nella sua vita la figura di Ernest Hemingway, nelle cui opere il ragazzo tenta di ritrovare lo sfortunato genitore e quell'America sognata e subito perduta. Il percorso sulle tracce del grande scrittore lo porta molto lontano, permettendogli di fare luce su uno degli episodi più misteriosi e controversi dell'epopea hemingwayana. La provincia italiana degli anni '60, il Montana, le due Guerre mondiali e la Parigi della Generation Perdue fanno da sfondo a una storia da sempre tenuta segreta, che incanta attraverso i suoi ingredienti: sradicamento, fuga, rimorso, promesse da mantenere, voci lontane e vite sospese. Un'eredità che Miller lascia ai suoi giovani amici, Blasco e Allegra, durante una folle traversata nel Sahara all'alba del nuovo millennio.

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