Lattmann Silvana

Silvana Lattmann, italiana di nascita (Napoli) è, per matrimonio, cittadina svizzera dal 1954. Vive ora a Rüschlikon presso Zurigo. Si è rivelata all'attenzione dei lettori con quindici poesie, nell'"Almanacco dello Specchio 7". In quell'occasione, presentandola, il poeta Sandro Sinigaglia attirava l'attenzione su "un lessico frugale, un'orchestrazione pari a quella di una musica scritta per un'ocarina". Sono poi uscite due raccolte di versi "Le storie di Ariano", "Fessura"; ma la lotta con l'angelo (il motivo dominante) non è conclusa, nemmeno con la raccolta "Assolo per tromba in fa Maggiore". Della Lattmann Pio Fontana scrive: "Nelle storie di Ariano è presente una tendenza narrativa, in una dimensione naturalistica, di leggenda, saga, sceneggiata, con l'assunzione di tecniche e suggerimenti culturali, quali il teatro delle maschere, che già implicavano sviluppi diversi, aperture al magico e al sogno, leggibili forse più come suggestioni folcloriche e nostalgico-memoriali, come l'affiorare di interessi psicocritici legati a una ricerca individuale (si pensi al rapporto con l'immagine della madre e con quella, sostitutiva, della Tata), di scavo nella propria infanzia. A partire da "Fessura" e sempre più decisamente nelle successive raccolte di versi, la ricerca della Lattmann diventa soprattutto ricerca linguistica, come lavoro onirico e visionario, visitazione ossessiva ed esorcismo, viaggio iniziatico che trova nel suo stesso "procedere confuso", nella sua stessa "precarietà", come ha osservato Gilberto Isella, un senso e una ragion d'essere".

Bibliographie :
  • Le storie di Ariano. Firenze (Nuove Ed. Vallecchi) 1981.
  • Fessure. poesie. Bellinzona (Ed. Casagrande) 1983. (Versanti)
  • Assolo per tromba in fa maggiore. Bellinzona (Ed. Casagrande) 1985. (Versanti)
  • Il viaggio. Bellinzona (Ed. Casagrande) 1987. (Versanti)
  • La favola del poeta, della principessa, della parola e del gerundio. Bellinzona (Ed. Casagrande) 1989. (La Sfera)
  • Malâkut. (Scheiwiller) 1996.
  • Deianira. Bellinzona (Casagrande) 1998.
  • Incontri. (Scheiwiller) 1998.
  • Da solstizio a equinozio. Novara (Interlinea) 2001.
  • A Pio Fontana (Edizioni San Lorenzo) 2003.
  • Incostudite distanze. Novara (Interlinea) 2008.

Distinctions :
  • Premio Schiller 1984 e 1997
  • Segnalazione al Premio Montale 1985

Extrait de La favola del poeta, della principessa, della parola e del gerundio

In queste storie Silvana Lattmann riprende un'ispirazione che è all'origine della sua attività, lo fa anche provandosi (o per dir meglio necessitata) a farvi convergere tutta se stessa (tanto che il libro averbbe dovuto comprendere anche una serie di tavole attinte alla sua produzione pittorica; e qualcosa ne è pur rimasto), a riflettere quindi sullo sviluppo e sui problemi della propria invenzione poetica. E in effetti la riflessione su ciò che significa la prosa non manca nell'ultimo testo, anche se il distacco dal coinvolgimento nell'immaginario assume sapore ludico. Essa scaturisce poi con tutta evidenza dalla lettura dei tre testi (La delizia dell'aria, Inutilità, Arlecchino) che rappresentano stesure in prosa di tre liriche omonime, uscite in "Assolo per tromba in fa maggiore": anteriori a quelle in versi, ma non per questo da considerare un "nonessere" destinato a essere sostituito da un "essere poetico", e per lo più nemmeno, per la loro stessa complessità, varianti di valore instaurativo, ma piuttosto vere e proprie redazioni diverse.

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