Bonalumi Giovanni

Giovanni Bonalumi è nato a Muralto (Locarno) nel 1920 e scomparso nel 2002. Dopo le elementari nel paese natale, il ginnasio, il liceo, e alcuni anni di teologia a Lugano, frequenta lo Stift di Einsiedeln dove ottiene la maturità federale. Nel 1947 consegue il dottorato magna cum laude all'Università di Friborgo. Dopo lunghi soggiorni di studio in Italia e a Londra entra nella scuola quale insegnante di lettere italiane alla Scuola Magistrale cantonale di Locarno. Nel 1956 -dopo un anno di studio a Milano- è chiamato a Basilea come libero docente; libera docenza che esercita fino al '68, anno in cui viene chiamato a far parte del "Consiglio della Scuola" istituito dal Consiglio di Stato per la Magistrale. Nel 1973 Bonalumi succede nella cattedra di letteratura italiana a Basilea ad Arminio Janner e a Giuseppe Zamboni. Cattedra che occuperà fino al 1990. Il ritorno di un ticinese in quell'Università e alla cattedra d'italiano è importante perché servirà a rinsaldare la tradizione basilese d'interesse per la cultura italiana che annovera nomi come quelli di Jacopo Burchkard, dello storico Werner Kaegi e di Delio Cantimori che venne qui a insegnare dall'Italia. Con il suo primo romanzo "Gli Ostaggi" ottiene nel '54 il "Premio Veillon", racconto d'impronta neorealista, verte sul problema della crisi religiosa, tema assai caro a molta narrativa contemporanea. Seguiranno il romanzo "Per Luisa" - che gli permetterà, come primo scrittore della Svizzera italiana, di entrare nella rosa dei venti del Premio Campiello, uno dei più prestigiosi della letteratura italiana contemporanea- e una raccolta di brevi racconti, "Coincidenze". Ha pubblicato, inoltre, lavori di critica, su Campana, Tasso, Parini, Fogazzaro. In collaborazione con Vincenzo Snider ha curato "Situazioni e testimonianze", antologia per il grado medio degli studi, che, pur tenendo come epicentro il Ticino, guarda, nella scelta degli autori, tanto alla contigua pianura padana e alle altre regioni linguistiche della Svizzera. Con Sergio Caratti ha diretto il quaderno annuale di cultura varia e letteratura dal titolo "Almanacco".

Liens
www.culturactif.ch/ecrivains/bonalumihommage.htm

Bibliographie :
  • Gli ostaggi. romanzo. Firenze (Vallecchi) 1954.
  • altra Ed.: Bellinzona (Casagrande) 1986. (La Salamandra)
  • La grande avventura. Zurigo (Edizioni Svizzere per la Gioventù) 1956. (Edizioni Svizzere per La Gioventù ; 561)
  • Per Luisa. romanzo. Chiasso (Elvetica) 1972. (Scrittori della Svizzera italiana ; 16)
  • Coincidenze. Bellinzona (Ed. Casagrande) 1986. (La Salamandra)
  • Album. Bellinzona (Ed. Casagrande) 1990.
  • Le nevi d'una volta. Bergamo (Moretti e Vitali) 1993. (La Salamandra ; 10)
  • Il profilo dell'eremita e altri racconti. Firenze (Camunia) 1996.
  • Ostaggi. (Moretti & Vitali) 1997.
  • La traversata del Gottardo : quaderno di traduzioni 1948-1998. Locarno (Dadò) 2000.
  • Pour Luisa : roman. Ginevra (Les Ed. Metropolis) 2000.
  • Album inglese : quaderno di traduzioni (1948-1998); premessa Mario Luzi. Bergamo (Moretti & Vitali) 2000.
  • Les otages : roman. Ginevra (Les Ed. Metropolis) 2002.
  • Cento anni di poesia nella Svizzera italiana (a cura di: Giovanni Bonalumi, Renato Martinoni, Pier Vincenzo Mengaldo). Locarno (Dadò) 2005.
  • Die Geiseln. Frauenfeld (Huber) 2010.

Distinctions :
  • Premio Veillon 1954

Extrait de Gli ostaggi

In questo libro d'esordio il Bonalumi ci racconta (e non sappiamo se il fatto sia tutto immaginario) come avvenne che un giovane seminarista assai malfermo nella sua vocazione entrasse a far parte di una certa congiura di chierici e fosse poi espulso dal seminario: conclusione non troppo disastrosa, che va incontro a un suo oscuro desiderio e che forse permetterà alla madre del ribelle, vedova, di non aver troppi scrupoli nel far ménage con un uomo anziano, benestante e diviso dalla moglie. Il tema si prestava a toni assai crudi che l'autore ha evitato: nessuna pagina ci ricorda "Il peccato dell'abate Mouret", anche se le tentazioni del mondo sono vivamente presenti nell'animo del giovane. Il breve romanzo si mantiene castigato, l'ambientazione è felice, e dovunque è presente la sincerità di una scrittore incapace di mentire. Con l'aggiunta di qualche intruglio il Bonalumi poteva darci un libro più "moderno" ma anche meno attraente.

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