Soldati Giovanni

Giovanni Soldati, nato nel 1953 e cresciuto a Pedrinate (ora frazione di Chiasso), vive e lavora come insegnante a Novazzano (Ticino – Svizzera). Diversi suoi racconti sono stati premiati a più riprese in occasione di Chiassoletteraria, Castelli di Carta e Premio Fogazzaro. Alcuni sono apparsi su piccole antologie e su settimanali, mensili e riviste in Ticino e in Italia. Il libro di tredici racconti "Muro di vetro" del 2009 è stato tradotto in audiolibro dall'UNITAS. "Bellissima come una perla" è un breve racconto in sei lingue in cui l'autore affronta il tema della violenza sulle donne. Nel 2002 Soldati pubblica due racconti gialli nel volume "Una linea sottile". Nel racconto "Ho perso Baudelaire", contenuto nel volume "Muro di vetro", si legge: "Non rileggo mai i miei libri. Anche perché i libri non appartengono a chi li scrive, ma a chi li legge... Mi piace invece scrivermi addosso, sulla pelle; le parole formano tanti piccoli tatuaggi della memoria. L’effetto è quello di un bagno bollente. Ne esco svuotato e intontito. Un po’ come mi sento adesso. Col vino, intendo. Ma quanti bicchieri abbiamo bevuto?”

Werke:
  • Muro di vetro: racconti Balerna (Ulivo) 2009.
  • Bellissima come una perla. Matera (Tolbà) 2011.
  • Una linea sottile. Locarno (Dadò) 2012.
  • Rotte volutamente perdute: plaquette di poesie. Mendrisio (Edizioni Fuoridalcoro) 2013.
  • L'ultima lettera: racconti. Locarno (Dadò) 2014
  • La barchetta di carta. Pubblicato sul quotidiano LaRegione in 6 puntate da lunedì 14 settembre a sabato 19 settembre 2015.
  • Senza voce. Mendrisio (Edizioni Fuoridalcoro) 2015.
  • Il salto della lepre. Como (Alessandro Dominioni Editore) 2016.

Textausschnitt aus Il salto della lepre

Una leggenda ligure narra di una lepre che, inseguita da un cacciatore, preferì lanciarsi nel vuoto piuttosto che cadere nelle mani dell’uomo. Il balzo che pose fine alla sua esistenza la portò alla gloria immortale delle storie raccontate ai bambini nelle sere velate dalla malinconia dell’autunno. Quel dirupo, a picco sul mare, viene chiamato ancora oggi “Il balzo della lepre”.

Ian Angelini decide di sparire ma deve fare i conti con un passato difficile da dimenticare. Sulle sue tracce si mette Adriana Veri, commissario di polizia, anche lei, in qualche modo, in fuga da se stessa e alla ricerca di un riscatto. Nell’animo sono entrambi lepre anche se, a uno dei due, spetta il ruolo di cacciatore.

Un passaggio:

Si passò una mano tra i seni, peraltro sepolti sotto una maglia a girocollo dal colore screziato indefinito, come a voler togliere delle briciole inesistenti. Il gesto tradiva una certa inquietudine.

- Calma – si disse – Al momento sono ancora un funzionario di polizia. -

Si fece portare una birra quasi a voler fare il paio con l'uomo che gli stava davanti. Magari avrebbe accolto quella scelta come un invito.

Ian Angelini: un uomo morto ma non troppo. Il commissario Veri pensò all'assurdità della situazione. La persona scomparsa e, finora, mai trovata, stava lì tranquillamente seduta a sorseggiare una birra in uno dei locali più frequentati di Zurigo. Sembrava volesse dire: "Eccomi, sono qua. Che aspettate?"

Invece disse:
- Sola? -

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