Grytzko Mascioni originario di Brusio, è nato a Villa di Tirano nel 1936 ed è morto a Nizza nel 2003. Poeta, narratore e saggista, cresciuto tra Valtellina, Valle di Poschiavo e Engadina, ha studiato e lavorato a Milano, trasferendosi poi a Lugano dove collabora nel dare vita e sostanza alla locale televisione. Soggiorna abbastanza a lungo in paesi come la Francia, la Grecia, la Slovenia, la Croazia (dove ha diretto l'Istituto italiano di Cultura di Zagabria). Non rifiuta frequentazioni colte e svariate: si sente abbastanza cosmopolita, conosce scrittori e artisti. Autore di numerose opere di prosa, tra cui il romanzo "Carta d'autunno", "Lo specchio greco", "Saffo", "La notte di Apollo" e "Puck". Le sue opere testimoniano una passione per il mondo classico, rivisitato liberamente dallo scrittore. La sua produzione di versi è molto ricca, ora raccolta nel volume "Poesia". Sorretta da costante sensibilità lirica, e da un impianto stilistico di ascendenza in parte montaliana-sereniana, la poesia di Mascioni si presenta come un variegato diario esistenziale. Vi prende rilievo il motivo del viaggio, che spesso diventa metafora del senso multiforme della vita e occasione per manifestare il personale scetticismo, temperato comunque dalla disponibilità a soluzioni ludiche. Alice Vollenweider ha tracciato un convincente ritratto dell'autore retico-lombardo: "Grytzko Mascioni dimostra assai bene che non è affatto uno svantaggio, per uno scrittore, nascere in un piccolo paese come la Svizzera. Al contrario. Un autore che, come Mascioni, ha trascorso l'infanzia parte a Poschiavo, parte in Engadina, parte in Valtellina, è così profondamente radicato ai ristretti confini della sua patria plurilingue da superare i suoi colleghi delle grandi aree linguistiche europee in fatto di ricche e concrete esperienze col linguaggio universale della poesia. Si aggiunga che una piccola patria invoglia a valicarne i limiti e a spingersi, con insaziabile curiosità, dalle vallate retiche a grandi spazi europei". Grytzko Mascioni è stato finalista al "Premio Strega" nel 1990, ha ottenuto numerosi altri riconoscimenti, dal "Cervia 1969" all'"Etna-Taormina 1985, dal "Biella 1994" al "Pisa" dello stesso anno per la poesia, dall'"inedito 1973" al "Lago Maggiore 1990" per la narrativa; dal "Premio internazionale del Mediterraneo" al "Fregene 1980" per la saggistica; dal "Comisso-Treviso 1982" per la biografia al "Premio internazionale Dubovica-Hvar 1993", per il complesso dell'opera.
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Textausschnitt aus Puck
Puck è il personaggio elfico creato da Shakespeare, lo spiritello fiabesco del "Sogno di una mezza estate", che qui ritroviamo in una sua reincarnazione di fine millenio e fine secolo, provato dagli anni, malato, forse morente. Ma al suo vagabondare non ha rinunciato: nelle vesti quotidiane che ha assunto, vive tra ricordi e presente, trapassa stagioni di sorprendenti imprese, è bambino e adolescente, giovane e adulto. La sua mobilità vitale non si arrende nemmeno nella clinica svizzera dove, nel dicembre del 1995, reduce dal conflitto balcanico patito in prima persona, lotta con un morbo che lo distrugge: un Virus che la scienza non sa contrastare e che è apparso, devastante e emblematico, negli ultimi decenni. |