Livello Edvige

Edvige Livello (1901-1999) è nata a Kastris (Ilanz) e ha vissuto a Lugano. Dopo gli studi di psicologia si è specializzata in caratterologia e grafologia. Su tali argomenti ha pubblicato articoli su giornali ticinesi ed italiani e ha tenuto conferenze nei principali centri del Cantone. Dopo le sue diverse raccolte di poesie fra le quali: "Le stagioni interiori", "Gli orologi", ha pubblicato i racconti: "Il dopo di un prima", "Vento e luna". Delle sue liriche Amleto Pedroli scrive: "Subito la parola della Livello fa pensare a un discorso ininterrotto, con un destinatario che viene sempre chiamato in causa da questa testimone vivace, un po' ironica, senza illusioni, generosa e umana. E' certo un merito questa capacità di cogliere su loro nascere vari sentimenti, le domande che coinvolgono anche il lettore. Edvige Livello scrive poesie nelle quali l'io è quasi sempre presente e si apre sul mondo senza schermi. Sa guardare i particolari, i piccoli avvenimenti quotidiani, il comportamento dell'uomo, ricavandone sempre motivo di stupore. Di recente ha pubblicato una nuova raccolta di poesie "La passeggiata".

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Werke:
  • Le stagioni interiori. poesie. Lugano (E.L.) 1973.
  • Gli orologi. poesie. Lugano (Pantarei) 1977. (L'Acero)
  • Il dopo di un prima. racconti. Locarno (Pedrazzini) 1980.
  • Poesie. Bellinzona (Ed. Casagrande) 1992. (La Sfera)
  • La passeggiata. Locarno (A. Dadò) 1996.
  • La donna sulla panchina. "La sfera". Bellinzona (Ed. Casagrande). 1997.
  • Rime e ritmi. Lugano (E. Livello) 1999.

Auszeichnungen:
  • Premio Schiller 1993

Textausschnitt aus La passeggiata

La prima sezione di questa raccolta di poesie porta il titolo "Il tempo e le ore". Ma la riflessione sul passare del tempo non è limitata solo a questa parte, anzi si istituisce come una sorta di motivo conduttore dell'intero libro. Non è la prima, non è la sola, Edvige Livello, a tentar di raccogliere tra le maglie troppo larghe della vita il "tempo perduto": per un poeta è quasi un passaggio obbligato, ma lo è anche per ciascuno di noi quando non più "breve ha la memoria il corso". L'autrice corre dunque il rischio di rivolgersi a un pubblico di esperti: coloro che affrontano in proprio l'operazione di recupero, e i lettori di recuperi altrui, e insigni. Un elemento di fascino nel suo stile si rivela proprio nella capacità di trattare questo come altri grandi temi con la naturalezza con cui si occupa di un soggetto familiare e quotidiano. Senza sminuirlo, tutt'altro, ma opponendogli la inattaccabile, irresistibile forza delle persone miti, fragili. Sull'inesorabile brevità dell'ora riflette senza concedersi tregua Edvige Livello, e se nella sua scrittura poetica ci comunica il doloroso sentimento della perdita, riesce tuttavia a parlarne senza rammarico e senza autocommiserazione, con una dignità battagliera che non smette di interrogare pur sapendo che non sono concesse risposte.

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