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Isella Gilberto
Gilberto Isella è nato nel 1943. Noto per la sua attività di critico, dirige la rivista letteraria "Bloc Notes". Ha esordito come scrittore con la raccolta "Le vigiglie incustodite" nel 1989. Le sue liriche prediligono una materia mitica e per dirla con Flavio Medici "rilevante è la presenza di una natura colta nel suo aspetto primigenio, ancora improntato dei dinamismi tellurici, e vista con uno stupore che i commenti alle Scritture sapientemente evocarono". Ma la sua opera ha trovato la sua massima espressione con la sua ultima pubblicazione "Discordo"; si tratta di un testo inabituale, tra poesia e prosa, di grande intensità: un'interrogazione tesa a chiarire, per via sottilmente obliqua, i grandi temi dell'esistenza, ma pure il senso autentico dell'operazione letteraria.
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Werke:
- Le vigilie incustodite. Bellinzona (Ed. Casagrande) 1989. (Versanti)
- Discordo. Locarno. Locarno (A. Dadò) 1993.
- Apoteca. Torino. (L'Angolo Manzoni Editore) 1996 (L'arzanà poesia)
- Nominare il caos. Locarno(A. Dadò) 2001
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Textausschnitt aus Discordo
Discordo è una varietà di prosa, con concessioni al verso, nata dallo smantellamento di pagine diaristiche e congegnata "in modo da suggerire e produrre un ritmo disuguale, saltellante, sminuzzato in frasette sconnesse", ecc. All'inizio, dunque, c'è un diario, tenuto durante un breve soggiorno in Spagna, tra Valencia e Alicante. In seguito il suo inesorabile sfilacciamento, il logorarsi dell'impressione e della cronologia, il travaso delle immagini in altre immagini sottratte al brontolio notturno dell'anima. Agonia del viaggiare, perché i paesaggi complottano contro di noi, ci pugnalano, o semplicemente hanno smesso di sentirci.
Profili di cordigliere bluastre stazionanti in un quartiere rarefatto, né esterno né interno; conche dove ha trovato rifugio un resto di pioggia primitiva, tetti di risacca, i paesaggi svernano. Senza confini è l'inverno, perfido e tiepido il nord. Dopo che la bussola ha rivolto verso l'uomo il sua ago affilato, non più attratto dal cuore amoroso del mondo, il dito segna tra gli arcipelaghi, mari di discordia. Su qualche scoglio affiorante la sirena dell'interpretazione getta occhiate distratte. Appena ci consente di tirar su dai flutti poche comiche anfore. Il resto è faccenda di agenzie ruffiane, o pietosa resistenza. |
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