Fretta Giulia

Giulia Fretta (1952-2015), giornalista, produttrice e scrittrice è nata in provincia di Mantova. Ha studiato negli Sati Uniti, in URSS e in Germania e si è laureata in lingue alla Statale di Milano. Per alcuni anni è stata insegnante di inglese e traduttrice per la casa editrice Mondadori di Milano. Nel 1982 ha iniziato a lavorare per la RSI (allora TSI) nel campo delle traduzioni, della prosa e dei testi teatrali. Nel 1984 passa al giornalismo collaborando con il telegiornale testata di cui diverrà redattrice, inviata e presentatrice. In seguito si trasferisce, sempre per la RSI, al Dipartimento dell'approfondimento conducendo le trasmissioni “Millefogli” e “Era Ora”. Nel 1998 diventa responsabile del Parlato di Rete2 e nel 2004 inizia ad occuparsi della produzione fiction della TSI. Dal 2008, fino al momento del pensionamento nel 2011, è stata capo dell’area Drama RTSI. Come giornalista e scrittrice ha realizzato tre volumi di interviste con i medici Franco Cavalli e Giorgio Noseda. Nel 2014 è entrata nel comitato dell'Associazione scrittori della Svizzera italiana (ASSI). Nella sua carriera professionale si contano innumerevoli collaborazioni con enti e istituzioni culturali tra cui il Festival del cinema di Locarno per il quale è stata presentatrice ufficiale

Werke:
  • Il gusto della sfida: intervista a Franco Cavalli. Canobbio (Nuova critica) 1989.
  • Curare le persone e la società: conversazione con Franco Cavalli. Bellinzona (Casagrande) 2013.
  • L'occhio che ascolta, medicina ed empatia: conversazione con Giorgio Noseda. Bellinzona (Casagrande) 2014

Textausschnitt aus L'occhio del ciclone

Grande sostenitore della medicina scientifica e tecnologica, Noseda è però altrettanto convinto della necessità di «umanizzare» la medicina e non si stanca di ricordarci che la medicina è una scienza applicata in cui l’empatia tra medico e paziente gioca un ruolo fondamentale. Ed è proprio questo stretto legame tra le esperienze della vita e la scienza a costituire il filo conduttore della lunga conversazione con Giulia Fretta. Sollecitato dalla giornalista, Noseda rievoca alcuni momenti centrali della sua stessa storia familiare e professionale: l’infanzia a Chiasso e il forte legame con i genitori, il sostegno della moglie nonostante la sua professione totalizzante, il rapporto con il mistero della trascendenza, i progetti umanitari, gli incontri con personalità del mondo scientifico, come il Premio Nobel Renato Dulbecco, e con artisti di fama internazionale come Jean Tinguely e Arturo Benedetti Michelangeli, l’esperienza politica quale deputato in Gran Consiglio, senza dimenticare la breve, entusiasmante ma anche sofferta esperienza del «Quotidiano», giornale progressista fondato insieme a Silvano Toppi e altri. Questo libro è dunque la preziosa testimonianza di un uomo che ha dedicato la vita allo studio della medicina e alla cura dei malati, ma offre anche un utile bilancio sulle strutture sanitarie e sulla ricerca medica in Ticino e in Svizzera.

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