Di Stefano Paolo

Paolo Di Stefano è nato ad Avola (Siracusa) nel 1956. Immigrato della seconda generazione è rimasto in Ticino fino al 1989. Già responsabile della pagina culturale del "Corriere del Ticino", nonché redattore della rivista ticinese "Bloc Nostes", è stato redattore culturale del quotidiano il "Corriere della Sera" di cui ora è inviato speciale. Ha svolto l’attivata di editor per Einaudi ed è stato animatore della rivista italo-svizzera "Idra". È autore di racconti, reportage, inchieste, poesie e romanzi. I suoi libri hanno ricevuto diversi riconoscimenti in differenti premi letteari.

Werke:
  • Minuti contati. Milano (All'Insegna del pesce d'oro, V. Scheiwiller) 1990. (Acquario ; 188)
  • Baci da non ripetere. Milano (Feltrinelli) 1994. (I Canguri)
  • Azzurro troppo azzurro. Milano (Feltrinelli) 1996.
  • Tutti contenti. Milano(Feltrinelli) 2003.
  • Aiutami tu. Milano (Feltrinelli) 2005.
  • Nel cuore che ti cerca. Milano(Rizzoli) 2008.
  • La catastròfa. Palermo (Sellerio) 2011.
  • Giallo d'Avola. Palermo (Sellerio) 2013.

Auszeichnungen:
  • Premio Comisso 1994
  • Premio Grinzane Cavour 1996
  • Superpremio Vittorini 2003
  • Superpremio Flaiano 2003
  • Premio Chianti 2003
  • SuperMondello 2005
  • Premio Campiello 2008
  • Premio Brancati 2008
  • Premio Volponi 2011

Textausschnitt aus Baci da non ripetere

"Baci da non ripetere" lancia una sfida al lettore, affrontando con decisione i temi eterni della letteratura: passione, morte, amore coniugale e filiale, dolore ed estraniazione, crudeltà e sofferenza. Baci che non si ripeteranno: baci a una donna, a un uomo, a un bambino, il piccolo figlio con il corpo del quale il narratore intraprende un lungo, irripetibile viaggio. Romanzo familiare, di forti sentimenti, di fantasie estreme, di sogni bellissimi e terribili, di notti blu, di attrazione e di repulsione, di tenerezza e di dissipazione, di fughe. La fuga notturna di una donna che si sottrae al marito e, probabilmente, a se stessa, al proprio passato, o ogni dolce ricordo, alle tragedie vissute, alle speranze, al possesso della madre. Da una parte un'infanzia siciliana, le tonnare, i racconti picareschi di un nonno dongiovanni, l'odore dei mandorli, e una violenza primitiva contro la donna-schiava. Dall'altra la grigia estranietà di un Nord in cui abitare è difficile ma necessario per un lavoratore meridionale giunto nei primi anni sessanta, sullo sfondo della miseria che impone emigrazioni di massa su treni carichi come carri bestiame.

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