Ceresa Alice

Alice Ceresa nasce nel 1923. Nativa di Basilea ma di padre mesolcinese vive da parecchi anni a Roma. Si afferma con il romanzo "La figlia prodiga" uscito da Einaudi nel 1967 con il quale ottiene il "Premio Viareggio", inaugurando una nuova collana, "La ricerca letteraria". Ha pubblicato recentemente, presso Einaudi, un nuovo romanzo, "Bambine", accolto favorevolmente dalla critica. Della sua prima opera su "Strumenti critici" Maria Conti scrive: "C'è chi guarda alberi in fiore per scrivere un trattato di botanica e chi osserva uomini che vivono o muoiono per scrivere un trattato sui vizi e le virtù degli uomini: ma c'è anche Alice Ceresa che contempla degli ipotetici genitori e un'ipotetica figlia prodiga per ricavare da un complesso astratto di possibili situazioni il suo trattato sulla prodigalità della figlia prodiga. La materia del libro, quindi, si risolve in un astratto al quadrato". Di "Bambine" Alice Vollenweider afferma: "L'autrice adopera, nel suo Bildungsroman negativo, l'obbiettività neutrale che aveva già caratterizzato "La figlia prodiga". Il suo stile non mira all'individuale, quello che le importa è il carattere esemplare di ciò che racconta". La Ceresa è stata attiva anche come traduttrice, in particolare con la versione del romanzo dello zurighese Gerold Späth "L'incredibile storia di Johann il Buono".

Werke:
  • La figlia prodiga. Torino (Einaudi) 1967. (La ricerca letteraria ; 1)
  • 2a Ed.: Torino (Einaudi) 1967. (La ricerca letteraria, serie italiana ; 1)
  • Bambine. Torino (Einaudi) 1990. (Nuovi Coralli ; 423)

Textausschnitt aus La figlia prodiga

Di questa sua prima opera Alice Ceresa scrive: " Il personaggio di cui si parla è un personaggio incredibile e improbabile; debbo ammettere che, se esistesse, la sua vita sarebbe "furore e rumore".
Ma io non penso che il nostro tempo sia un tempo di personaggi di romanzo credibili e probabili: le avventure individuali importanti del nostro tempo, e che lasciano il loro segno sulle persone, sono avventure subdole e profonde che attendono ancora identificazione e sistemazione conoscitiva o, se si preferisce, una diagnosi e una terapia storica. Sono, per ora, avventure vissute ovunque e da chiunque in parte o per intero inconsapevolmente: il che solo ne attenua la micidialità. Ho tentato di narrare un'avventura siffatta nella sua parabola vitale, sostituendo non solo un personaggio credibile un personaggio artificiale e "probabile" un tessuto astratto, che fosse tuttavia in condizione di svolgere lo stesso ruolo evocativo e sensibile solitamente e per altro genere di avventure affidato ad elementi quali la descrizione, il dialogo, la sospensione ecc...

Zurück