Castelli Carlo

Carlo Castelli è nato il 12 marzo 1909. E' morto nel 1982. Ha trascorso buona parte della sua vita come animatore culturale, fin dalla fondazione, di Radio Monteceneri. La sua voce ha segnato i toni e le ore di quasi mezzo secolo di trasmissioni: da annunciatore a regista a cronista a direttore dei programmi parlati. Come scrittore in proprio predilesse lo stesso teatro radiofonico, ottenendo cospicua udienza con una pièce dal titolo "Ballata per Tim pescatore di trote" che ottenne nel '56 il "Premio Italia". In quanto narratore ha raccolto i suoi racconti, dal sapore lontanamente pirandelliano, nel libro "Gli uomini sono tristi" con il quale otterà il "Premio Schiller", e gustosi frammenti diaristici in "Diario di provincia 1974-75".

Werke:
  • Sole negli occhi. avventura. Bellinzona (Editrice Grafica Bellinzona) 1942.
  • Gli uomini sono tristi. novelle. Locarno (Carminati) 1950.
  • Storie d'amore. Locarno (Carminati) 1959.
  • Le coincidenze. racconti. Bellinzona (Istituto Editoriale Ticinese) 1966.
  • Diario di provincia 1974-1975. Locarno (Pedrazzini) 1976.
  • Le armi e gli amori. romanzo. Locarno (Pedrazzini) 1980. (Il Pardo. Edizioni della Svizzera italiana ; 2)
  • Drammi per la radio e la televisione. Locarno (Ed. Pedrazzini) 1981.

Auszeichnungen:
  • Premio Schiller 1950
  • Premio Italia 1956

Textausschnitt aus Diario di provincia 1974-1975

In questo diario Castelli gioisce e soffre delle mutevoli cose del mondo, ma gioia e pena stanno in un mondo dove le une e le altre si ordinano e si conciliano in un'intelligibilità giustificante.E quel mondo è presente indefettibilmente all'anima ed è come una memoria, non saltuaria, bensì permanente, più importante di quella per cui si cita un passo o si ricorda un evento. Qui è il tratto meno appariscente, appunto perché continuo, di queste pagine, la loro religiosità: l'intuito di cose che non sono fatte da noi né per noi e che viceversa (per rifare l'anacoluto machiavellesco) noi siamo fatti per loro. In queste parole che sconfiggono ogni tracotanza della superbia, nuda o ammantata che sia, stanno la serietà e l'originalità di Castelli. Quell'originalità che non consiste nel trovare cose stravaganti, come di chi mette la scarpa in testa, ma nel manifestare quel che davanti all'anima c'è di definitivo e di irrevocabile, che è dato all'uomo di vedere e all'arte di far splendere.

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