Giovanni Bianconi è nato a Minusio nel 1891. E' morto nel 1981. Ha frequentato qualche semestre alla Gewerbeschule di San Gallo e all'Accademia di Stuttgart: in seguito docente di disegno a Locarno. Fratello del più letterato Piero, Giovanni Bianconi affida la sua fama all'attività di poeta, di silografo e di studioso di forme di vita contadina. Le sue poesie dialettali sono ancorate ad un mondo ancora contadino, colto nelle sue primitive radici, che risuona talora indignato contro l'intedescamento, da decenni in atto in Ticino. Indignazione smussata, però, da una comicità che non si riscontra nel fratello Piero, più moralista in questo. Dopo il pensionamento il Bianconi si occupa delle vecchie costruzioni rurali nel Cantone e pubblica: "Muri, Artigiani scomparsi, Roccoli del Ticino, Tessiner Dächer, Val Verzasca, Valmaggia, Ticino rurale". Il Bianconi può definirsi il maggiore poeta dialettale, che più di ogni altro ha lavorato con la lingua della parlata popolare con innegabile maestria, assurgendo a legittimo interprete dello spirito ticinese. Arguto e bonario, vede e osserva i quadri della società popolana, ne diventa il cronista e il cantore. Il pregio delle sue poesie è che il dialetto rivive in modo genuino e sincero, non macchiato da espressioni pseudo dialettali. Egli riesce a dominare in modo perfetto la lingua e gli argomenti, poiché il comporre versi diventa per il suo autore un fatto naturale e non una esercitazione di carattere letterario.
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Textausschnitt aus Tutte le poesie
La raccolta "Tutte le poesie" di Giovanni Bianconi contiene le raccolte "Garbiröö", "O fell dal specc", "Spondell", "Paesin ca va" nonché alcune poesie inedite, un decina in tutto. In totale sono 246 le liriche che riflettono tutta la produzione poetica bianconiana nei suoi vari lustri di attività. Nel caso di "Garbiröö", il Bianconi riesce a manifestare il suo sentimento di acuto indagatore e ci dà non un semplice aspetto del tempo, ma il quadro di una natura umana che è comune ad ogni epoca, misuratamente espresso e colorito di scene deliziose. Il linguaggio usato dal Bianconi pur traendo la sua matrice nel dialetto lombardo, legato a contenuti giocosi e sentenzianti, raggiunge valori universali, poiché supera i limiti dell'espressione provinciale e paesana. Questo non vuole affermare che il linguaggio usato è quello intessuto di temi e di accenti della città, poiché esso rimane vicino all'essenza dell'animo umano. E il Bianconi contribuisce a raggiungere questo risultato con la ricerca di temi e di spunti tratti dall'ambiente in cui egli vive, ma che interessano tutti. |