Bernasconi Yari

Nato a Lugano nel 1982, Yari Bernasconi ottiene il dottorato in lettere presso l'Università di Friborgo con una tesi su Giorgio Orelli. Poeta e critico letterario, è stato responsabile dell’edizione italiana di «Viceversa Letteratura» e, attualmente, risiede a Berna dove lavora presso l'Ufficio federale della cultura. Inizia la sua carriere letteraria nel 2009 con il libretto Lettera da Dejevo (Alla chiara fonte), di cui Gilberto Isella sul Giornale del popolo del 12 giungo 2010 scrive:"Fin dai primi componimenti constatiamo che Yari non è interessato a registrare semplici impressioni, bensì a creare atmosfere simboliche atte a far emergere le pulsazioni di un "sentire" collettivo, quello del luogo ospitante. E che dietro la superficie del reale, dominato da un mare nordico e corrucciato, oltre che dai detriti e dalle macerie disseminati nel paesaggio, egli avverte qualcosa di ineludibile: il diffuso, anche se appena sussurrato tendere degli animi alla ricomposizione dello spirito e dell'identità del paese, dopo decenni di sopraffazioni e frustrazioni. Un tendere dagli esiti incerti, perché odio e risentimento sono sentimenti difficili da rimuovere nell'immediato. La ricognizione ci mette sotto gli occhi i brandelli, a modo loro eliotiani, di una terra desolata. Il lessico di Bernasconi al riguardo è eloquente: «reti metalliche pericolanti», «silenzio malefico d'ossa», «tagli, piaghe, graffi». Sembra che storia e natura, quasi per un insondabile patto stretto già nei primordi, abbiano dato vita in queste lande a iterate intrecciature di dissesto, dove organico e inorganico vanno a confondersi, su uno sfondo di crepe in sospensione sopra il vuoto."

Werke:
  • Lettera da Dejevo. Lugano (Alla chiara fonte) 2009
  • Non è vero che saremo perdonati: Undicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea, a cura di Franco Buffoni. Milano (Marcos y Marcos) 2012
  • Quasi un abecedario, a cura di Yari Bernasconi (G. Orelli). Bellinzona (Casagrande) 2014
  • Da un luogo vacillante. Bologna (Isola) 2013
  • Nuovi giorni di polvere. Bellinzona (Casagrande) 2015

Auszeichnungen:
  • Premio "Terra Nova" 2016

Textausschnitt aus Nuovi giorni di polvere (quarta di copertina a cura di Goffredo Fofi)

Un verso di Fortini dà il titolo a una sezione della raccolta di uno dei più coinvolgenti poeti delle ultime generazioni, il ticinese Yari Bernasconi: Non è vero che saremo perdonati. Muovendosi attraverso un’Europa che si finge felice del suo egoismo, tra una macchina un treno un traghetto, un’irrequietezza muove il poeta, che non è solo dei poeti e che è forse di sempre, per chi rifiuta di sentirsi lontano dal vero, un vero che risiede nel dolore degli altri, nell’affanno violento della Storia e non nella distrazione del benessere. Sono «in cammino e tormentati, / dialettici e bizzarri», diceva Auden nei lontani anni trenta del ’900, «goffi e testardi ma sempre selvatici», dice oggi Bernasconi, coloro che non accettano di vivere da bruti e avvertono il privilegio come colpa. Oggi non è ieri, diversi sono i ricatti, le difficoltà. Bernasconi affronta il presente con l’urgenza e il disagio di chi cerca la strada meno ingiusta, nel confronto con chi soffre e lotta e con chi si adatta o finge di farlo, con i morti, con una natura preservata o aggredita, con un bene ambiguo e un male che non riguarda solo gli altri, con un pensiero che deve mettersi alla prova, tra lusinghe, minacce, sfide, dandoci versi che sentiamo infine nostri e necessari.

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