Abbondio Valerio

Valerio Abbondio è nato nel 1891. E' morto nel 1958. Asconese di nascita, è stato insegnante al Liceo di Lugano. Francesco Chiesa, che fu suo rettore, così lo ricorda nei "Colloqui con Piero Bianconi": "Per il francese c'era Valerio Abbondio: i primi tempi timido e arrossente. Tutto chiuso in sé; con una voce velata, da uomo che parla a un malato, o che è malato lui stesso. Ma si impose presto con la sua dirittura e con le bellissime lezioni". Quanto alla sua poesia, in cui si conserva questa voce velata, ma trasferita nel linguaggio lirico, una buona sintesi è stata data da Arminio Janner: "Un poeta che ha trovato definitivamente la forma metrica adatta al suo sentire: otto endecasillabi sciolti, atti ad accogliere nel breve giro della loro musicalità uno stato d'animo, un'impressione di natura; o, detto meglio, uno stato d'animo che si rivela in un'impressione di natura". L'umiltà del poeta, il suo essere "timido e arrossente" non sono tanto un segno di turbamento psicologico o di sudditanza a un galateo mondano, quanto un modo di essere che nasce da inquietudine religiosa intimamente sofferta. I suoi esordi poetici, "Betulle", "L'eterna veglia" attestano un'educazione letteraria ancora tipicamente ottocentesca; via via la sua sensibilità andrà affinandosi, raggiungendo risultati convincenti con la raccolta di liriche "Campanule". Le sue ultime prove, "L'infinito cielo", "Silenzi", "Cerchi d'argento", "Cuore notturno", sono chiare testimonianze di quell'inquietudine religiosa alla quale prima si faceva riferimento. Inquietudine che troverà, attraverso il paesaggio dell'anima di "Cuore notturno", una raggiunta e appagata felicità.

Werke:
  • Betulle. poesie. Lugano (Libreria Arnold) 1922.
  • L'eterna veglia. poesie. Lugano (Grassi) 1928.
  • Campanule. poesie. Bellinzona (Istituto Editoriale Ticinese) 1932.
  • Il mio sentiero. poesie. Bellinzona (Istituto Editoriale Ticinese) 1936.
  • L'intimo cielo. poesie. Lugano (S.A. Tipografia Editrice) 1940.
  • Silenzi. poesie. Lugano (Libreria Melisa) 1944.
  • Cuore notturno. poesie. Lugano (Mazzucconi) 1947.
  • La poesia di Valerio Abbondio / a cura di: Giuseppe Curonici. Lugano (Federazione docenti ticinesi) 1968.

Textausschnitt aus Il mio sentiero

"Il varco" è una delle poesie contenute nella raccolta "Il mio sentiero" che più di tutte delinea lo stile dell'Abbondio poeta. Il varco (inteso proprio come la zona di passaggio al confine, e anche di controllo, o passo alpino) assume sempre più insistentemente nell'Abbondio un significato metafisico: è il momento dei "nuovissimi", morte e giudizio. L'Abbondio non si allontana dal verso a lui congeniale; all'interno dell'endecasillabo egli ha saputo variare, puntando sulla collocazione buona delle parole, sul tessuto sintattico, sul ritmo e anche sui valori timbrici, sorvegliati.

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